Polizia municipale, Lega: «Serve un riesame dei certificati medici degli agenti»

«I certificati medici degli agenti della polizia municipale di Piacenza devono essere riesaminati. È giunto il momento di verificare chi effettivamente non è idoneo al lavoro in strada e ha diritto ad essere ricollocato in altri ambiti. Da questo controllo potrebbero aumentare i vigili impegnati in città, con un miglioramento generale della sicurezza»

«I certificati medici degli agenti della polizia municipale di Piacenza devono essere riesaminati. È infatti giunto il momento di verificare chi effettivamente non è idoneo al lavoro in strada e ha diritto ad essere ricollocato in altri ambiti. Da questo controllo potrebbero dunque aumentare i vigili impegnati in città, con un miglioramento generale della sicurezza»: lo chiede la segreteria provinciale della Lega Nord di Piacenza in merito alle mancate revisioni dei certificati medici presentati da alcuni agenti della polizia municipale. 

«È noto – evidenzia il Carroccio - che da diversi anni le assunzioni nel settore pubblico sono molto rare, se non addirittura bloccate, a causa di alcune scellerate decisioni prese dai governi Monti, Letta e Renzi. Tali provvedimenti, che non permettono neppure alle amministrazioni virtuose di incrementare il proprio organico, non devono però diventare ragione di mancati interventi laddove possibile, soprattutto se si tratta di sicurezza dei cittadini. Con 105 agenti a disposizione, il comando della polizia municipale di Piacenza risulta attualmente in sottorganico, in quanto non raggiunge neanche gli standard minimi indicati dalla regione Emilia Romagna, che attribuiscono al nostro capoluogo provinciale 121 unità, ovvero 1,2 agenti per mille abitanti».

«Con questi numeri e con altri compiti da assolvere oltre a quello del contrasto al crimine - continua la nota - è evidente che le forze da dispiegare sul territorio comunale non possono sostenere polizia di stato e carabinieri nella lotta alla delinquenza. Dello stesso avviso è il Sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl), che a marzo di quest'anno ha avanzato la richiesta di una seria revisione dei certificati medici che hanno destinato decine di agenti agli uffici. Questa segnalazione di per sé sarebbe sufficiente ad indicare che qualcosa non funziona come dovrebbe e che l'efficienza della polizia municipale può essere migliorata.

«Tale istanza - aggiunge la nota - che la Lega appoggia e ritiene opportuna, non vuole essere un atto d'accusa verso chi non può lavorare in strada per ragioni di salute, ma è un gesto di serietà finalizzato a scovare eventuali inganni: permetterebbe di evitare che permessi temporanei diventino definitivi in maniera ingiustificata e darebbe un segnale di equità verso chi ogni giorno lavora tra le vie cittadine. Eppure, nonostante le sollecitazioni del sindacato, lo stato di agitazione e lo sciopero del 4 luglio, l'amministrazione comunale non ha adottato alcun provvedimento. Perché? C’è forse qualcuno da proteggere?

«Al contrario – fa notare la Lega piacentina - altre città come Udine e Napoli hanno recentemente preso posizioni contro il numero rilevante di certificati medici che rendono non idonei al servizio in strada molti agenti, anche se assunti da poco. Da una revisione completa tutti trarrebbero beneficio: per primo il Comune, che si dimostrerebbe autorevole agli occhi della cittadinanza, poi la polizia municipale, che avrebbe più agenti in servizio, ed infine i piacentini che godrebbero di una maggiore sicurezza».

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