«Poliziotti contagiati nella zona rossa hanno dovuto pagare il ticket in ospedale»

Coronavirus, interrogazione dei parlamentari Lega, Tonelli e Murelli, al ministro Lamorgese: «A Piacenza 13 agenti in isolamento. Chiediamo l’esenzione per chi si ammala, la chiusura degli uffici al pubblico e la dotazione di mascherine»

Il caso di due poliziotti positivi al Covid-19 (contratto in servizio nella zona rossa di Lodi), che hanno dovuto pagarsi il ticket, finisce sul tavolo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. In una interrogazione firmata dai deputati della Lega, Gianni Tonelli ed Elena Murelli, si chiede di sapere cosa intenda fare il ministro «per prevedere con modalità generalizzata sia l’esenzione sanitaria agli agenti per causa di servizio, sia la chiusura al pubblico degli uffici preposti a raccogliere istanze differibili alla luce dei fatti illustrati in premessa, e se sia possibile dotare gli agenti di sistemi di protezione individuale, quali le mascherine, indipendentemente dalle epidemie conclamate ma per la loro sicurezza quotidiana».

I due poliziotti - che avevano lavorato nella zona rossa del Lodigiano - nonostante fosse stata diagnostica una “polmonite covid associata” - hanno dovuto pagare il ticket di 25 euro e altri 38 per i farmaci dopo la prescrizione. Nella scuola allievi agenti di Piacenza, attualmente, si ricorda nell’interrogazione, ci sono «13 agenti in isolamento, di cui 11 hanno operato nelle zone rosse del lodigiano e 4 hanno sintomi evidenti del virus, 2 dei quali sono quelli che si sono recati al pronto soccorso». 

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L’Emilia Romagna, ricordano Tonelli e Murelli, «è una delle poche Regioni che riconosce l’esenzione agli agenti per causa di servizio, pertanto gli agenti otterranno il rimborso delle loro spese mediche documentate e, in attesa del rimborso, sopperirà il Sap (Sindacato autonomo di polizia, ndr)». Tonelli e Murelli sottolineano poi «il problema che non tutti i Prefetti hanno provveduto a disporre la chiusura al pubblico degli uffici preposti a raccogliere istanze quali passaporti, licenza per il porto d’armi e altre autorizzazioni, pertanto tale situazione aggrava il personale della Polizia Amministrativa e Sociale di incombenze che in questo momento sarebbero differibili rispetto a tutte quelle, ulteriori e necessarie, che gli sono state assegnate con il Dpcm del 9 marzo 2020 relative ai controlli da effettuare sulle chiusure totali delle attività commerciali, sportive e ricreative».

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