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Polledri al Jazz Club: «Nessun’altra associazione culturale è così tanto aiutata dal Comune»

Piacenza Jazz Fest 2018, la risposta dell’assessore alla cultura Massimo Polledri a Gianni Azzali, patron del festival musicale

«La misura è colma. Sono esasperato dalle continue lamentele di Gianni Azzali nei confronti dell’Amministrazione comunale, soprattutto se queste vengono esternate, come è accaduto sabato scorso, di fronte a centinaia di persone». L’assessore alla Cultura Massimo Polledri replica al presidente del Piacenza Jazz Club in merito alla mancata erogazione di contributi per il Jazz Fest, aggiungendo: «Considerato che, a fronte di due guance, gli schiaffi del signor Azzali all’indirizzo dell’Amministrazione comunale sono proseguiti in abbondanza anche in questi giorni, da ultimo di fronte a una platea gremita, una risposta a questo punto è doverosa».

«Vorrei innanzitutto ricordare – sottolinea Polledri – che nel 2017 l’assessorato alla Cultura della precedente Amministrazione non ha emesso alcun bando per finanziare associazioni e realtà culturali del territorio. In tale circostanza non mi sembra che il signor Azzali, pur non avendo ricevuto contributi economici, abbia mosso critiche o proteste nei confronti del Comune. Vale invece la pena di rimarcare che il Piacenza Jazz Club, presieduto dallo stesso Azzali, ha in concessione, senza essersi confrontato in sede di gara con nessun altro concorrente, il piano terra dell’edificio di proprietà comunale di via Musso 3. Come è noto – prosegue l’assessore – si tratta di uno spazio di circa 300 metri quadrati, il cui intervento di recupero e di ristrutturazione, realizzato dal 2004 e nei due anni successivi, comportò una spesa di 810mila euro. In tale contesto, sistemato e riqualificato dal Comune di Piacenza, è nato il Milestone, un circolo privato nel quale si tengono concerti, lezioni di musica e viene svolta anche un’attività di ristorazione. Il tutto gestito dal Piacenza Jazz Club, che lo ha in concessione quinquennale a un costo non paragonabile ai prezzi di mercato: il canone è oggi pari a 9 mila euro (inizialmente era persino inferiore), senza obblighi di rendicontazione dell’attività svolta. Nessun’altra associazione culturale piacentina può contare su un intervento così significativo da parte del Comune». «Ciò nonostante – conclude Polledri – in un momento in cui la cultura piacentina avrebbe dovuto essere unita, il signor Azzali non ha trovato di meglio che esprimere pubblicamente, in più occasioni, pesanti lamentele nei confronti dell’Amministrazione comunale. Un esercizio che ha ben poco di nobile e che certamente non può riscuotere il plauso dell’assessorato alla Cultura».

LA RISPOSTA DI GIANNI AZZALI SU FACEBOOK

«L'assessore Polledri nella lettera di lamentele scritta perché qualcuno (a caso) fa notare delle lacune amministrative, commette diversi errori e descrive diverse inesattezze. “Vorrei innanzitutto ricordare – sottolinea Polledri – che nel 2017 l’assessorato alla Cultura della precedente Amministrazione non ha emesso alcun bando per finanziare associazioni e realtà culturali del territorio”.  Io vorrei ricordare a Polledri che lui è stato eletto proprio nel 2017 e che è la sua amministrazione che non ha fatto il Bando Cultura. Questo è un bell'autogol!

“Vale invece la pena di rimarcare che il Piacenza Jazz Club ha in concessione, senza essersi confrontato in sede di gara con nessun altro concorrente, il piano terra dell’edificio di proprietà comunale di via Musso 3”. Intanto è via Musso 5, al 3 abita una famiglia rispettabilissima che non vorrebbe vedere il suo indirizzo sui giornali e poi se l'Amministrazione non fa il bando, ma ce lo concede, dove stiamo sbagliando noi? Evidentemente ci consideravano una risorsa.

“..è nato il Milestone, un circolo privato nel quale si tengono concerti, lezioni di musica e viene svolta anche un’attività di ristorazione”.  Qui, assessore, è rimasto indietro di circa tre anni. Il "circolo privato" ha circa 1.000 soci, fa attività culturale 10 mesi l'anno, collabora con molte altre associazioni e non fa servizio ristorazione, ma solo servizio bar rivolto ai Soci durante il concerto settimanale.

“...che lo ha in concessione quinquennale a un costo non paragonabile ai prezzi di mercato: il canone è oggi pari a 9 mila euro (inizialmente era persino inferiore), senza obblighi di rendicontazione dell’attività svolta. Nessun’altra associazione culturale piacentina può contare su un intervento così significativo da parte del Comune”. Altra inesattezza. Forse l'assessore Polledri ignora una cosa chiamata "aumento ISTAT", che fa si che i costi nel tempo cambino e si adattino ad un'altra cosa chiamata "inflazione". L'affitto è partito nel 2007 da 9.000 euro l'anno e oggi ammonta a 9.800  euro (+ 20.000 euro di deposito cauzionale); si legga bene la concessione prima di scrivere inesattezze di questo tipo. E poi, caro assessore, nessun'altra associazione culturale piacentina (che lei chiama "privata") realizza le iniziative che realizziamo noi per questa città e di questo, sinceramente, dovrebbe andarne fiero e non toglierle i contributi (come a tutte le associazioni) e criticarla. Cerchi di essere costruttivo. La sua amministrazione sta smantellando culturalmente questa città; tanto rispetto per il dialetto...ma bisogna sempre riportare indietro le lancette del tempo??? Ma quale Capitale della Cultura avevate in mente??? Riguardo alla frase pronunciata a Rotative all'inaugurazione del Jazz Fest (a cui siete stati invitati, ma non pervenuti), la mia intenzione era di chiarire un punto a vostro favore; molti mi dicono o scrivono "ma come? Il Comune non vi ha dato il Patrocinio?" Ho solo voluto chiarire che non ce l'avete dato perché non lo abbiamo richiesto. E lei sa benissimo perché non lo abbiamo richiesto.

Perché nel suo ufficio, alla mia domanda sul Bando Cultura 2017 (ripeto: 2017) la sua risposta è stata? “Bando Cultura? No, ma c'erano solo 1.000 euro per le associazioni, ma sono già state destinate; 10.000 per lo sport, anche quelle già destinate, ma per la cultura solo 1.000, ma già destinate”. A chi? Ha fatto un bando? E soprattutto non prova un senso di desolazione a far parte di un'amministrazione che stanzia 1.000 euro per tutte le associazioni culturali? Ma mi faccia il piacere...la misura è colma davvero!».

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