Polledri fuori, la Lega chiede di rivedere le deleghe: «Più peso per noi in Giunta»

All'origine della revoca a Polledri il poco dialogo tra sindaco e assessore, ma non sono state digerite le opinioni del leghista sul progetto Terrepadane. Il commissario Pozzi: «Le colpe non sono solo di una persona». Il capogruppo Cavalli: «Sapevamo che non erano in buoni rapporti, faremo il punto per rilanciare l’azione dell'Amministrazione». Altri assessori a rischio rimpasto? I Liberali: «Vogliamo dire la nostra sulla composizione della Giunta»

Massimo Polledri e Patrizia Barbieri

Una telefonata nella mattinata di ieri, 16 ottobre, ha fatto calare il sipario sull'esperienza politica – in questa Amministrazione, in carica dal 2017 – di Massimo Polledri-8Massimo Polledri. Dall’altro capo del telefono c’era il sindaco Patrizia Barbieri, che gli ha comunicato la fine della sua esperienza in Giunta e il ritiro delle deleghe: cultura, sport, turismo, politiche per la famiglia. L’accusa è di «eccesso di personalismo»: troppe volte l’assessore avrebbe preso iniziative personali di sua spontanea volontà, senza condividere con il primo cittadino e con la Giunta le sue intenzioni. Ma c’è anche dell’altro. In oltre un anno le frizioni tra Barbieri e Polledri – riportate più volte dalla stampa e confermate anche da altri esponenti leghisti – si sono accumulate. Il dialogo era farraginoso, e innumerevoli dichiarazioni effettuate ai giornali dall'ex onorevole non sono mai state apprezzate da Barbieri. L’ultima, la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo, riguarda un giudizio che l’assessore del Carroccio ha rilasciato al quotidiano “Libertà” sul progetto Terrepadane. I leghisti chiedono infatti alla Giunta di rivedere il progetto presentato dalla società “Terrepadane” per la riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario. Non convince la quantità di commerciale (oltre 19mila metri quadrati) e di residenziale (oltre 14mila metri): basta con centri commerciali e altri «dormitori» (il Carroccio teme di trasformare via Colombo ancora di più in un «ghetto»). Ma, a vestire i panni dell’ultrà leghista contro il progetto che è in fase di valutazione dalla Giunta – l’assessore competente è Erika Opizzi di Fratelli d’Italia -, non è stato un semplice consigliere leghista, ma proprio un membro della Giunta stessa. Cosa che, evidentemente, ha mandato su tutte le furie il sindaco Barbieri, che ha quindi deciso di revocare le deleghe al ciarliero assessore. D'altronde "picconare" l'Amministrazione dal suo interno, facendone parte con un ruolo da protagonista, stonava un bel po'. 

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Nel Carroccio, però, c’è malumore. Vero che i rapporti tra sindaco e assessore non sono mai stati buoni, ma il “ben servito” a Polledri (eletto con 383 voti, il più votato del centrodestra, e poi chiamato a far parte della Giunta) può essere anche visto come un segnale a chi nella maggioranza batte troppo i pugni sul tavolo. Soprattutto in vista della presentazione e discussione del progetto Terrepadane in Consiglio comunale (prima o poi sarà il suo turno, è fermo da mesi nei cassetti e sui tavoli del Comune). Il pensiero polledriano su Terrepadane, d’altronde, sembra essere quello di tutto il gruppo consiliare.

 

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