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Massimo Polledri

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Polledri: «La teoria del gender riduce il corpo alla stregua di un vestito che si indossa»

Il consigliere comunale del Carroccio: «L’atteggiamento negazionista (rispetto al gender) è ormai dilagante e attribuisce anzi alla chiesa la responsabilità di aver inventato la fantomatica teoria di genere, fraintendendo il pensiero di Simone de Beauvoir»

Massimo Polledri consigliere comunale di Piacenza della Lega Nord ha scritto una lettera sulla questione della teoria dei gender:  «La teoria del gender non esiste - afferma la Cooperativa sociale Centro Donne Mantova (Gazzetta di Mantova dell’1 ottobre, pagina 38) - i cattolici fanno confusione con gli "studi di genere". Questi ultimi ci insegnano come il sistema patriarcale di attribuzione dei ruoli abbia favorito atteggiamenti sessisti e stereotipi che relegano la donna a una posizione sociale inferiore e inducono l’uomo a dominare. L’atteggiamento negazionista (rispetto al gender) è ormai dilagante e attribuisce anzi alla chiesa la responsabilità di aver inventato la fantomatica teoria di genere, fraintendendo il pensiero di Simone de Beauvoir».

«La filosofa e femminista francese - continua il consigliere della Lega Nord - teorizzava nella sua frase più famosa "donne non si nasce, ma si diventa", la distinzione fra sesso biologico e genere culturale. In sostanza, una donna nasce con un corpo di donna, ma acquisisce in seguito il "genere donna" perché fin da bambina viene educata dai genitori in un certo modo. La De Beauvoir rivendica invece il diritto per ciascuno di scegliere liberamente il proprio genere e offre agli uomini e alle donne la possibilità di liberarsi dal peso dell’anatomia. Il sesso di conseguenza si trasforma da dato anatomico naturale a una specie di mito inventato dalla religione. A questo punto i presunti sessi non sono più necessariamente due: servono solo a camuffare i generi che possono essere tre, dieci, cinquanta, infiniti, includendo omosessuali, bisessuali, transgender e crossgender e chi più ne ha più ne metta. Il passaggio dalla primo concetto al secondo (da sesso a genere) ha anche implicazioni politiche perché tutte le categorie elencate rivendicano uguali diritti e riconoscimenti dallo Stato».

«Le teoria del gender esiste eccome - conclude Polledri - ed è alla base di leggi come la Cirinnà sulle unioni civili e di programmi scolastici che, sotto il mantello della lotta alle discriminazioni e della difesa della parità tra i sessi, nascondono la volontà di superare il corpo come fatto naturale, riducendolo alla stregua di un vestito che si indossa e che cambia a seconda del modo di indossarlo - un corpo che non sembra più porre nessun limite alle possibilità del gender. E allora la tesi secondo cui la teoria del gender non esiste assume lo stesso spessore culturale di quella che nega l’esistenza della mafia: è chiaro che l’hanno inventata i magistrati».

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