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La locandina

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Polledri (Ln): «Opposizione all'ideologia gender? Per il Comune atto passibile di censura»

«E' un vero e proprio atto di censura politica e un abuso di ufficio», questo il commento di Massimo Polledri (Lega Nord) dopo la diffida ricevuta dal presidente del consiglio comunale di Piacenza Christian Fiazza che ha ordinato la rimozione da ogni struttura comunale del manifesto relativo all'iniziativa "Difendere la famiglia per difendere la società"»

“E’ un vero e proprio atto di censura politica e un abuso di ufficio”, questo il commento di Massimo Polledri (Lega Nord) dopo la diffida ricevuta dal presidente del consiglio comunale di Piacenza Christian Fiazza che ha ordinato la rimozione da ogni struttura comunale del manifesto relativo all’iniziativa “Difendere la famiglia per difendere la società”, organizzato dai gruppi consiliari leghisti di Mantova, Milano e Piacenza, in data 21 settembre, presso l’auditorium Sant’Ilario.

Nel testo della diffida indirizzato da Fiazza a Polledri si legge: “Da un controllo effettuato dagli uffici in merito all'utilizzo dello stemma comunale in relazione all'evento da Lei promosso risulta che non ha provveduto a richiedere l'autorizzazione all'utilizzo dello stemma comunale che invece appare sopra la dicitura "Gruppo consiliare Lega Nord Padania”. Nello specifico la Sua condotta risulta difforme alla delibera di giunta comunale numero 5 del 18 gennaio 2011" .

“Ho rigettato la diffida - ha affermato Polledri - e ho invitato il presidente a ripristinare i manifesti arbitrariamente rimossi con la massima celerità”. Il riferimento alla delibera numero 5/2011, secondo il consigliere appare infatti improprio.

“Innanzitutto - spiega - il soggetto che utilizza il logo è Il Gruppo consiliare Lega Nord che, fino a prova contraria, è un’articolazione all'interno del consiglio comunale e quindi del Comune di Piacenza”. 

Inoltre il suddetto gruppo consiliare è l'organizzatore dell'evento insieme ad altri gruppi di altri comuni. Nessun patrocinio è richiesto nè appare indicato nel materiale pubblicitario.

 Facendo poi riferimento al titolo dell’incontro: "Difendere la famiglia per difendere la società. Enti locali e scuola di fronte alla ideologia gender", si deducono evidenti competenze proprie dell’azione di indirizzo, controllo, valutazione dei consiglieri comunali.
“Le emanazioni amministrative, nell'esercizio delle precipue funzioni, utilizzano lo stemma regolarmente - conclude Polledri -  Quindi, che un comune ne proibisca l’uso per questa iniziativa la dice lunga sul regime di intimidazione che colpisce chiunque non si pieghi alla nuova ideologia Gender”.

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