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Un momento della presentazione

Un momento della presentazione

Polledri sulla stepchild adoption: «Pensiamo a tutelare l'interesse del minore»

E' stata presentata una risoluzione urgente proposta dal consigliere comunale della Lega Nord Massimo Polledri e appoggiata dal consigliere di Forza Italia Maria Lucia Girometta sul ddl Cirinnà

«Dobbiamo chiederci se il desiderio di maternità o paternità prevalga sull'interesse del minore: con la legge Cirinnà succederebbe questo. E' nell'interesse del bambino avere un papà e una mamma». Queste le parole di Massimo Polledri durante la presentazione della risoluzione sul ddl Cirinnà.

Nella mattinata del 22 gennaio è stata presentata una risoluzione urgente proposta dal consigliere comunale della Lega Nord Massimo Polledri e appoggiata dal consigliere di Forza Italia Maria Lucia Girometta. 

«Bisogna sfatare due bugie – afferma Polledri - non è vero che questa legge è voluta dall'Europa e che siamo tra gli ultimi a fare questo passo. Ricordiamoci che su 198 paesi, solamente 28 riconoscono le unioni con diritto di filiazione mentre l'utero in affitto è accettato da solo otto paesi al mondo. Questa pratica è razzista e neocolonialista: ha visto ricche ed annoiate persone come Elton John comprarsi un bambino e sradicarlo dal seno materno. La maternità surrogata è una pratica che ha fatto indignare Livia Turco e le femministe di "Se non ora, quando?". Vorrei fare un appello che rivolgo soprattutto ai leghisti: partecipate al Family day».

«Io personalmente – spiega Girometta – sono contraria alla prima parte della legge Cirinnà, il pezzo in cui si parla dell'adozione del figlio dell'altro. Questo comportamento legittimerebbe la pratica dell'utero in affitto. Per quanto riguarda la seconda parte della legge, quella in cui si trattano i diritti delle coppie omosessuali, non ho nulla da obiettare. In questo caso vorrei ricordare che parlo a titolo personale perché non tutti gli esponenti di Forza Italia sono d'accordo con la mia opinione».

«Il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto - conclude Girometta - è visto positivamente solo dal 38% della popolazione, l'adozione dal 15%. Il parlamento non può legiferare su una cosa che l'Italia non vuole»

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