Pomodoro, Pollastri: «Accordi sovra regionali per sostenere il Made in Italy»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

“È nata “Pomorete”, la prima filiera del pomodoro di carattere interregionale che interessa Lombardia ed Emilia-Romagna, la Regione intende sostenerla?”, lo chiede, con un’interrogazione, Andrea Pollastri (FI-PdL).

 “Pomorete” certifica e traccia l'intera filiera che va dall'analisi del terreno fino al posizionamento del prodotto sugli scaffali della distribuzione, passando attraverso la produzione del seme, la gestione dei mezzi tecnici e delle risorse idriche, la lavorazione, la trasformazione e la logistica. Nel progetto sono coinvolte, per ora, dieci imprese agroindustriali, con un potenziale bacino di 3,5 milioni di quintali di pomodoro trasformato, pari a circa il 20% del totale nazionale.

“Si tratta – spiega l’azzurro – di un grande esempio di collaborazione tra privati e tra Enti Locali, che hanno saputo guardare oltre il particolarismo geografico, lavorando nell’interesse complessivo del “Made in Italy”. Anche la nostra Regione dovrebbe imparare a lavorare così, rapportandosi con le altre sui grandi temi di attualità, tra cui vi è, senza dubbio, l’agricoltura.”

“Questo - prosegue – è l’esempio tangibile di come la battaglia che i nostri agricoltori e le loro Associazioni stanno portando avanti in sede europea per la difesa della territorialità dei prodotti, la valorizzazione della loro origine, dei metodi di produzione e di lavorazione, possa trovare un risconto pratico in solidi accordi economici per contrastare la contraffazione e la concorrenza sleale, nel segno della qualità e della certificazione.”

“Attraverso “Pomorete” – afferma ancora – si crea un grande polo per la tutela, sin da subito, degli interessi di produttori e trasformatori e per affermare, grazie ad Expo 2015, a livello internazionale l’ “oro rosso” emiliano e lombardo ed i suoi derivati.”

“Invito al Regione – conclude – a seguire con interesse ed in modo fattivo il progetto, promuovendo la collaborazione interregionale anche per altre filiere dell’agroalimetare (dal pane ai formaggi ai salumi, ecc.).”

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