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Ponte Lenzino, Foti: «De Micheli ventila formidabili soluzioni proprio ora che non è più ministro»

Ponte Lenzino, Foti (Fratelli d’Italia): «Fare presto, ma ascoltare chi il territorio lo conosce»

«Nonostante i roboanti proclami susseguitisi sin dal crollo di Ponte Lenzino, ovvero dall’ottobre 2020, lo stato del cantiere per il ponte provvisorio, nonché l’iter progettuale per quello definitivo, rappresentano una situazione tanto preoccupante quanto sconfortante». Lo denuncia Tommaso Foti, deputato piacentino nelle fila di Fratelli d’Italia, il quale ha aggiunto alla lunga lista di atti ispettivi, da lui presentati negli anni rispetto alle criticità che riguardano la Strada Statale 45, una interrogazione che sarà discussa nella Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera giovedì 8 aprile proprio su Ponte Lenzino.

«Del commissario individuato per far fronte rapidamente all’emergenza, la cui designazione era stata subito annunciata, non vi è traccia di operatività» commenta sardonicamente Foti. «Quanto alla soluzione individuata dai competenti ministeri per la progettazione del ponte definitivo con la "benedizione" dell’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli – rimarca il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – dal territorio è arrivata una sonora bocciatura. I sindaci della Alta Valtrebbia, unitamente ai cittadini costituitisi in comitato, stanno chiedendo a gran voce che il nuovo ponte sia realizzato ben più a monte rispetto a quanto ideato da Anas, Ministero delle Infrastrutture e Ministero dei Beni Culturali, al fine di eliminare le pericolose curve attualmente presenti sul tracciato ma, soprattutto, di distanziare il manufatto dalla frana attiva nella zona».

Per il deputato piacentino «è di tutta evidenza come il Governo debba fare un passo di lato e riaprire una riflessione sulla progettazione del ponte definivo, il cui iter così come ora individuato si presenta purtroppo non breve, oltre che eccessivamente costoso, essendo fissata la data ipotetica di conclusione del progetto medesimo per febbraio 2022, per tacere della fattiva realizzazione del viadotto immaginata per il marzo 2023». «Va inoltre rilevata - sottolinea Foti - la recente presa di posizione dell’ex Ministro De Micheli, che nemmeno a farlo apposta è stata resa nota in data primo aprile e che, quindi, assume un sapore per lo meno ironico, nella quale la stessa ventila formidabili soluzioni da attuarsi di concerto con il neo-ministro Giovannini, sulla cui poltrona sino a pochi giorni fa proprio lei sedeva».

«Oltre a questo quadro già allarmante – rimarca Foti – si aggiungono le numerose criticità incontrate nella realizzazione del ponte provvisorio di tipo bailey la cui fine lavori è prevista per giugno 2021. Questa opera, ancorché necessaria per un territorio sprofondato in una situazione gravissima a causa della interruzione della strada che porta in Alta Valle, deve necessariamente essere conclusa al più presto e ciò al fine di favorire il turismo estivo». 

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