Politica

Ponte Lenzino, per ora il progetto del definitivo rimane quello

Il viceministro delle infrastrutture Morelli: «Cronoprogramma confermato, si procederà con il restauro delle spalle dell’arcate e delle due pile esistenti e la costruzione di una nuova pila centrale». Foti: «I due ministeri vanno d’accordo sul parere della Soprintendenza»

Nessuna novità da Roma su ponte Lenzino. Tommaso Foti, deputato di Fd’I, con un’interrogazione ha incalzato il Governo, facendosi portavoce dei dubbi espressi dai sindaci della Valtrebbia sul progetto del ponte definitivo. «Tutti i sindaci – ha ricordato Foti - chiedevano di non ricostruire il ponte definitivo sulle macerie del vecchio, puntualmente è stato deciso l’opposto». Il viceministro alle infrastrutture Alessandro Morelli ha precisato che il progetto di Anas del ponte definitivo tiene conto del parere vincolante della Soprintendenza di Parma e Piacenza. «Dopo aver rimosso le macerie sotto al ponte – ha confermato Morelli - il progetto prevede un restauro delle spalle dell’arcate e delle due pile esistenti e la costruzione di una nuova pila centrale». Confermato anche il cronoprogramma già annunciato (marzo 2023) e il costo di 21 milioni di euro. Insomma, nessuna novità. Non c’è la volontà, per ora, di rivedere alcunché.

Foti, nella replica, ha ricordato anche il suggerimento della collega Paola De Micheli (Pd), già ministro dei trasporti e delle infrastrutture. De Micheli aveva avanzato la proposta di chiedere al Ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini (suo successore) di ricorrere alla procedura di superamento del dissenso tra amministrazioni, sulla scorta dell’articolo 5 della legge 400 del 1988. Tale procedura prevede, nel caso del progetto di Ponte Lenzino, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa superare il conflitto col Ministero dei Beni Culturali in relazione al vincolo posto dalla Soprintendenza, e tale ricomposizione avvenga, in ultima istanza, in Consiglio dei Ministri direttamente tra i titolari dei dicasteri competenti.

«Non pare però esservi dissenso – è l’osservazione di Foti - tra i due ministeri. Anas ha operato in merito al parere vincolante dei Beni Culturali e il Ministero delle Infrastrutture non ha mosso rilievi. Dico al Governo che il parere della Soprintendenza sarà pure fondamentale, ma l’operazione è illogica. I consigli dei sindaci della zona e dei cittadini hanno dato i giusti suggerimenti, portando a un risparmio dei costi e migliorando il tracciato. Servirebbero misure più funzionali». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Ottone Federico Beccia: «Quel che mi inquieta è soprattutto il pericolo che il ponte provvisorio non sia pronto entro maggio. Anas rassicura, ma anche tre giorni prima del crollo ai miei dubbi mi è stato risposto: “Tranquillo, stiamo monitorando”».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ponte Lenzino, per ora il progetto del definitivo rimane quello

IlPiacenza è in caricamento