Ponte sul Trebbia, Cesario (Fi): «Alla Provincia non interessa il confronto»

Wendalina Cesario

«Le province – scrive Wendalina Cesario (Forza Italia di Castelsangiovanni) - sono state abolite, più o meno, quasi, anzi forse no. Dopo due anni dal “disegno di legge Delrio” le uniche cose certe sono il mancato drastico taglio dei costi e la mancata occasione per semplificare il rapporto tra istituzioni e cittadini. Esiste, invece, un maggior caos. Le deleghe che erano in capo alle Province prima della riforma ora vanno e vengono tra province, Unioni dei Comuni, città metropolitane e Regioni e questo crea maggior disagio al cittadino che si trova a non sapere chiaramente chi sia il suo interlocutore. La legge Delrio prevedeva che le province continuassero ad operare in vari settori ma rimandava a successive leggi regionali per la definizione delle funzioni provinciali da assegnare alla regione o ai comuni (vige la regola “ regione che vai funzione che trovi”? ) e alla futura modifica del Titolo V della Costituzionale. La riforma costituzionale prevedeva di eliminare la parola “province” dalla Costituzione, rimandando a una legge ordinaria la determinazione delle competenze di questi enti o la loro eventuale cancellazione. Ma la suddetta riforma è stata bocciata dal popolo con un secco NO il 4 dicembre. Cosa avverrà adesso? In attesa di qualcosa di concreto da parte del Governo Pd, le Province, trasformate in enti di secondo livello per i quali non sono più previste elezioni dirette, continuano ad esistere, ad operare e a prendere decisioni importanti per i cittadini. A Piacenza il Consiglio provinciale è stato rinnovato il 10 Gennaio e sono stati eletti 5 rappresentanti del centrosinistra e 5 del centrodestra. Di fatto significa che il Presidente della Provincia Pd non può affermare di avere una maggioranza schiacciante.

Peccato però che le decisioni vengano prese ugualmente senza consultare il territorio con la solita antidemocraticità a cui ci ha abituato il Pd. Un esempio lampante è stato quello che ha acceso la polemica in questi giorni sulla chiusura del ponte di Trebbia a San Nicolò per lavori di messa in sicurezza: decisione appresa dal territorio grazie ai media. Sarebbe questo il modo di operare di un ente che doveva essere super partes? La Provincia è un ente politico o esula dalla politica come asserito da qualcuno? Quando ci sono situazioni in cui un lavoro si rende necessario bisogna anche essere in grado di confrontarsi e di portare soluzioni alternative. Sono stati saltati semplici ma necessari passaggi che l’ente provinciale non poteva permettersi di bypassare, come il confronto con le amministrazioni interessate, il confronto con gli operatori di settori interessati quali commercianti, industriali e operatori delle attività produttive, il confronto con gli istituti scolastici per i disagi creati al trasporto pubblico, il confronto con i lavoratori e con i semplici cittadini che si spostano quotidianamente per raggiungere la città dall’intera Val Tidone. Ma queste, forse, sono cose che alla Provincia non interessano».

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