Ponti sul Po, Zanichelli: «I soldi del Recovery Fund siano usati nella manutenzione e ricostruzione»

In sede di approvazione della Legge di Bilancio 2021 alla Camera, accolto l'ordine del giorno presentato da 6 deputati del Movimento 5 stelle per chiedere al governo l'incremento dei fondi per la manutenzione dei ponti sul bacino idrico del Po

«Rifinanziare il fondo per la manutenzione del bacino idrico del Po per procedere il prima possibile alla manutenzione e ricostruzione di nuovi ponti ove necessario usando anche le dotazioni in arrivo del Recovery Fund». È quanto chiede in un ordine del giorno associato alla Legge di bilancio, che sarà approvato in serata attorno alle ore 20, il deputato emiliano del M5S Davide Zanichelli assieme ai colleghi Zolezzi, Spadoni, Romaniello, Barzotti e Businarolo. «Il problema è serio, come ben sanno i cittadini dei territori interessati, in primis gli emiliani», spiega Zanichelli. «Un primo, importante passo fu fatto nella Legge di bilancio 2019, nelle quale vennero stanziati allo scopo, per volontà dell’allora ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, 250 milioni di euro. Ma queste risorse non bastano. Una recente ricognizione ha rivelato che sono ben 183 su 255 i ponti con degrado strutturale alto, 42 i ponti con limitazione di portata, 5 quelli con limitazione del traffico e 4 quelli chiusi totalmente. Insomma, c’è tanto lavoro da fare ancora, e celermente».

Al di là delle rilevazioni della ricognizione succitata, è la cronaca stessa a dimostrare la necessità di fondi e opere: basti ricordare il grave crollo del ponte Lenzino nel Piacentino proprio all’inizio dello scorso autunno, le condizioni di efficienza ancora limitata del ponte sul Secchia a Veggia che collega Sassuolo e Casalgrande, nel cuore del distretto della ceramica o il tanto atteso nuovo ponte tra Colorno e Casalmaggiore. «L’ordine del giorno intende impegnare il governo a considerare le infrastrutture del bacino del Po, ponti e arterie afferenti, come una priorità non solo locale; attraverso il Po, in particolare sulle strade statali, passano buona parte delle merci italiane esportate e importate che determinano il 60% del prodotto interno lordo italiano», prosegue l’esponente pentastellato.

«C’è poi anche la questione ambientale e di salute, che tocca da vicino proprio il territorio del bacino idrico e i cittadini delle provincie emiliane: le polveri sottili già in eccesso nella Pianura padana potrebbero aumentare per l'incremento dei chilometri percorsi dalle merci trasportate su gomma che, in Emilia-Romagna e a Mantova in particolare, sono responsabili per il 21% del particolato respirato. Ce n’è abbastanza per chiedere al governo che, appena possibile, il fondo istituito dall’allora ministro Toninelli venga rifinanziato e che si velocizzino le procedure per i lavori di manutenzione, rifacimento o costruzione necessari», conclude Zanichelli.

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