Mdp, presentato il circolo di Fiorenzuola: «Grande rammarico e sofferenza»

L'ex sindaco di Fiorenzuola, Giovanni Compiani: «Manca l'onestà, il rigore, la lealtà: valori che bisogna riprendere per proiettarli al futuro». Poi l'ex primo cittadino ha espresso il suo parere sull'operato della Giunta Gandolfi

Nelle immagini alcuni istanti della conferenza stampa (foto Trespidi)

È stato ufficializzato anche a Fiorenzuola il comitato “Articolo Uno - Movimento Democratico Progressista”, nato dopo la scissione interna del Pd. Nel capoluogo della Valdarda conta già una cinquantina di adesioni: tra questi 15 sono i promotori e si sono presentati alla stampa nei giorni scorsi.

A parlare per primo è stato Angelo Mussi, ex assessore dell’Amministrazione Compiani: «Abbiamo visto con difficoltà le decisioni assunte da correnti di sinistra e centrosinistra. Arriviamo qui con grande rammarico e sofferenza che ci hanno portati a staccarci dai partiti ai quali eravamo legati. Ci sono stati sottratti valori da formazioni di destra, improntati al populismo, nei quali non vogliamo riconoscerci. Siamo alle prese con partiti identificati nella persona del segretario e che puntano al consenso, più che essere da guida per obiettivi importanti. Noi invece siamo qui per una buona politica che si indicazioni sulla strada da percorrere: non bisogna limitarsi alla ricerca del consenso con eventi istantanei, i quali non hanno la lungimiranza che deve avere la politica».

L’obiettivo che il comitato si pone è quello di «ripensare al dialogo con i cittadini, provvedimento che - è stato detto in conferenza stampa - l’attuale Amministrazione non ha ancora preso come prometteva in campagna elettorale».

«Il nostro è un movimento, non un partito, perché è un progetto in cammino verso l’aggregazione di una sinistra più ampia – ha detto il senatore Maurizio Migliavacca di fronte ad alcuni dei 50 iscritti al gruppo di Fiorenzuola. Siamo un movimento plurale perché al suo interno è costituito da storie, origini e culture differenti. Un movimento, quindi, inclusivo nel quale nessuno ha posti assegnati o ruoli definiti».

«Per far si che il nostro progetto funzioni veramente – ha proseguito il senatore – bisogna cominciare col costruire radici territorio per territorio, soprattutto in quelli in cui l’Amministrazione è passata nelle mani di altri. A livello nazionale invece, occorre mettere al primo posto le politiche per il lavoro: non serve a niente intervenire con i bonus o con la mancia, ma sono gli investimenti pubblici che fanno la differenza. Serve infine la dignità: è questa che serve ai lavoratori e alle nuove generazioni ed è la sfida per il futuro in un’Italia che vede i diritti degli occupati in continuo arretramento».

Da qui la parola a Nadia Walifi, immigrata e da dieci anni in Italia: «Aderisco ad un movimento che deve difendere gli interessi comuni. Spero di partecipare alla creazione e alla nascita di questa nuova forza di sinistra, capace di rispondere a problematiche ed esigenze dei cittadini e del territorio».

Fabio Mutti ha deciso di aderire a Mdp in quanto all’interno del Pd sentiva la «mancanza di una democrazia partecipativa». «Il Mdp - ha detto - non ha vincoli, tranne uno: deve strutturarsi in base agli articoli della Costituzione. È necessario tenere alta l’attenzione soprattutto sul nostro territorio dove l’Amministrazione sta smantellando i principi su cui si basavano le Amministrazioni precedenti: ad esempio le tariffe non venivano toccate anche a discapito della manutenzione stradale. Questa è un’opportunità per tutti noi: dobbiamo partecipare, impegnarci, per ottenere risultati e il cambiamento della nostra città».

È emersa anche dalle parole dell’ex segretario del Pd di Fiorenzuola, Celestino Scarani una «disaffezione politica», mentre Maurizio Fornasari, ex capogruppo in consiglio comunale per il Pd,  ha spiegato che «il Movimento riempie il vuoto di un Amministrazione nazionale che non ha saputo intervenire su diverse problematiche». «Sul piano locale - ha aggiunto - abbiamo proposte molto serie capaci di misurarsi con l’Amministrazione, avanzando anche soluzioni per risolvere le problematiche. Serve aprire un confronto con le forze politiche disponibili per tornare alla guida dell’Amministrazione e proporre una guida di governo praticabile».

Secondo l’ex sindaco di Fiorenzuola, Giovanni Compiani, «manca l’onestà, il rigore, la lealtà: valori che bisogna riprendere per proiettarli al futuro e sui quali si dovranno interfacciare anche i giovani». Poi l’ex primo cittadino ha espresso il suo parere sull’operato della Giunta Gandolfi: «L’Amministrazione ha iniziato bene l’estate grazie alle opere che abbiamo lasciato in eredità. Con la prima decisione che ha dovuto prendere, quella riguardante il bilancio di previsione 2017, ha aumentato in modo vertiginoso le tariffe dei servizi a domanda individuale. E davano  a noi la colpa solo per il fatto che non erano state modificate per 10 anni: non le abbiamo aumentate perché non ce n’era bisogno!. Noi abbiamo scelto le famiglie e senza toccare le loro “tasche” abbiamo sempre avuto bilanci con avanzi di Amministrazione». E sull’ospedale: «Siamo reduci da una posizione assunta sulla riorganizzazione della rete sanitaria piacentina: se non si fosse rinunciato all’ospedale lungo la tangenziale tutti questi problemi non ci sarebbero stati e prima o poi i nodi vengono al pettine se non si pensa al lungo termine. A 10 mesi dall’insediamento della Giunta non si conosce ancora, tra l’altro, il sistema di gestione dei servizi sociali. Inoltre il problema abitativo: sono stati trascurati 17 nuovi alloggi, la nuova Amministrazione non ha dato segnale di ciò che vuole fare».

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