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Presto dieci profughi a Castellarquato, la Lega: «Pronti alle barricate»

La Lega Nord provinciale piacentina "è pronta ad erigere le barricate contro l'arrivo di un gruppo di immigrati che una cooperativa invierà in settimana nel comune di Castellarquato. Gli stranieri, una decina, saranno ospitati in un edificio privato situato nella frazione Vigostano"

Castellarquato

«I sindaci piacentini devono poter tornare ad occuparsi dei propri cittadini invece di vedersi scaricare dal governo la responsabilità dell’accoglienza degli immigrati. Ulteriori arrivi sul nostro territorio non sono più ammissibili».

La Lega Nord provinciale piacentina è pronta ad erigere le barricate contro l’arrivo di un gruppo di immigrati che una cooperativa invierà in settimana nel comune di Castell’Arquato. Gli stranieri, una decina, saranno ospitati in un edificio privato situato nella frazione Vigostano.

«Capiamo – afferma la segreteria provinciale del Carroccio - che il favoreggiamento dell’immigrazione è una precisa strategia del Partito Democratico, che mira, grazie all’estensione della cittadinanza italiana agli stranieri, di rimpolpare il proprio elettorato. Tuttavia, il buonsenso non può essere accantonato ancora a lungo per mero opportunismo politico. Per quanto ancora s’insisterà con l’impiego di risorse pubbliche per l’accoglienza di un numero esagerato di persone, che vivono alle nostre spalle e le cui culture possono avere un impatto disgregante sulla nostra? E il ministro Alfano, dal canto suo, non può perseverare con la minaccia di una requisizione degli immobili sfitti dei cittadini da assegnare ai clandestini, instaurando così un clima di terrore. Constatiamo che un simile governo di inetti non ha ancora compreso che l’economia può essere risollevata solo attraverso le leve della spesa pubblica: ma attraverso il finanziamento di opere e non con l’assistenzialismo ai clandestini».

Il movimento intende dunque sostenere quei sindaci che si opporranno ai disegni del governo in materia d’immigrazione nell’attesa di azioni più decise. In questa direzione il gruppo leghista presente in consiglio regionale a Bologna sta approntando una risoluzione il cui fine è lo stop alle assegnazioni ai comuni, sul modello di quanto annunciato in Lombardia dal governatore Maroni. «I primi cittadini – insiste la Lega piacentina -, in qualità di massime autorità sanitarie municipali, non possono essere scavalcati con accordi tra stato e privati: devono invece essere informati delle condizioni fisiche di ogni straniero prima di dare il via libera. Rientra nelle loro facoltà, infatti, la possibilità di effettuare verifiche sulla salute, così come di appurare le condizioni di agibilità degli immobili destinati all’accoglienza. E sempre in ambito sanitario, ad esempio, qualcuno ignora che i clandestini gravano sul congestionato pronto soccorso di Piacenza nel quale persino gli anziani sono costretti ad attese interminabili in quanto la struttura ospedaliera è dimensionata sull’attuale popolazione e non può sostenere ulteriori illimitate crescite demografiche. Il Viminale dal 1998 al 2014 vanta un debito di 2 milioni, 120mila euro annui, nei confronti dell’azienda Usl di Piacenza per l’assistenza agli stranieri: tale somma potrebbe essere impiegata per migliorare il servizio. Urge un intervento fermo se non vogliamo uscire dal novero dei paesi civili a causa di disoccupazione, povertà e instabilità sociale».

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