«Pretendo che le Forze armate difendano i nostri confini»

Festa della Lega a Podenzano, il sottosegretario alla Difesa, Volpi: «I 5 Stelle dicono no alle infrastrutture e allo sviluppo. Bibbiano non è un caso di bandiera, ma di coscienza e di perdita di valori. Sull’autonomia, Conte stia attento, perché dietro c’è la volontà popolare». Campari: «Per la Regione è la volta buona»

«Pretendo che le Forze armate difendano i confini dell’Italia. Vorrei vedere cosa accadrebbe se andassi con una barca piena di migranti in un porto francese. Tanto darebbero la colpa a Salvini, come per qualsiasi cosa, anche per i disordini a Hong Kong. La Francia non fa passare gli immigrati e ce li rimanda indietro, ma l’Italia non è a sovranità limitata. Purtroppo, una ragazza con una nave sperona una nostra motovedetta e diventa un’eroina in Europa». Non ha mezze misure Raffaele Voilpi, sottosegretario alla Difesa, intervenuto alla Festa della Lega a Podenzano. Con lui, il senatore Maurizio Campari, vice presidente della Commissione Lavori pubblici. A riceverli, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani, con il consigliere regionale Matteo Rancan e l’assessore del Comune di Piacenza, Luca Zandonella. Decisa la pozione sull’autonomia: «I voti degli italiani non possono restare chiusi nel cassetto. Il premier Conte deve stare attento perché dietro l'autonomia c'è la volontà popolare. Noi la rivoluzione la facciamo».

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zandonella rancan pisani volpi murelli campari-2Volpi cita poi il caso di Bibbiano e dice «che non è un caso di bandiera, ma di coscienza. Come mai nessuno si è accorto prima del modo in cui venivano tolti i bambini alle famiglie? A Bibbiano sono venuti meno i valori su cui si è sempre fondato il popolo della Lega: famiglia, lavoro, fatica». Infine, per Volpi «l’Italia ha bisogno di infrastrutture e sviluppo non di assistenzialismo. I 5 Stelle dicono no a tutto: Tav, Tap, Pedemontana. Piuttosto che fermarci andiamo a casa, perché noi non siamo pagati da nessuno».  Campari, senatore di Parma, ha puntato sulle prossime regionali, dicendo che «questa è la volta buona per cambiare direzione. Fino a ieri la Regione si fermava a Reggio Emilia, noi porteremo il buonsenso in Emilia Romagna». Anche Campari ha sottolineato i tanti no al Governo, anche se all’inizio sono stati fatti arrivare «i finanziamenti per le strade e i ponti, compresi quelli del Piacentino, e la riprogettazione di due viadotti, quello di Casalmaggiore e della Pievetta».

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