Profughi a Gragnano, il sindaco: «Ho chiesto loro di lavorare ma preferiscono non fare nulla»

Sfogo al Corriere della Sera del primo cittadino di Gragnano, Patrizia Calza, sui profughi che il suo Comune ospita da novembre: «Abbiamo chiesto se volevano fare un po' di volontariato, ma preferiscono non fare nulla»

Il sindaco di Gragnano Patrizia Calza

«Le regole sull'immigrazione vanno cambiate. Noi abbiamo il dovere di accogliere chi ha bisogno, ci mancherebbe. Ma loro, se sono nelle condizioni di farlo, hanno il dovere di restituire qualcosa a chi li ha accolti. E se si rifiutano di farlo devono essere rispediti a casa». A dirlo al Corriere della Sera del 29 aprile, il sindaco di Gragnano e vicepresidente della Provincia, Patrizia Calza. Nel paese di cui è primo cittadino, vengono ospitati da novembre 2015 circa 20 cittadini pachistani in quattro appartamenti di nuova costruzione, hanno vitto e il pocket money di 2.50 a testa al giorno.  Si legge sul Corriere della Sera: «Abbiamo chiesto se volevano fare un po' di volontariato. Tagliare l'erba nei giardini pubblici, pulire le ciclabili oppure i pozzetti che si intasano sempre. Piccole cose per un paio d'ore al giorno con regolare assicurazione e tutto. All'inizio hanno detto tutti di sì, adesso sono rimasti in quattro disposti a lavorare (anzi, è notizia di oggi che ne è rimasto solo uno ndr). Ai miei studenti dico di studiare e di impegnarsi per poi cercare un lavoro. E poi in paese abbiamo chi fa il mantenuto. Non è educativo».

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