Profughi, il Comune prova a riallacciare il dialogo con la prefettura

Bocciata una mozione di Cugini (Pd) che chiedeva controlli a Cascina Bossina e una serie di richieste al nuovo prefetto. La maggioranza: «Il nuovo prefetto è arrivato da poco e sembra disponibile». Cappucciati (Lega): «Stop all’immigrazione». La replica di Trespidi e Rabuffi: «Basta slogan elettorali»

Il tema dell'accoglienza ai profughi in città ha tenuto banco per tutta la campagna elettorale per le Amministrative di Piacenza. E da qua è ripartita l'attività del Consiglio comunale, dopo la lunga pausa estiva. Il capogruppo del Pd Stefano Cugini, nella prima seduta post vacanziera, ha stuzzicato la Giunta con una mozione. Nella mozione Cugini ha ricostruito tutto l’impegno della passata Amministrazione Dosi: lui ricopriva il ruolo di assessore al welfare. «Abbiamo giocato partite delicate in solitaria, perché ci sono state difficoltà di dialogo con il prefetto che c’era - Anna Palombi, da poco sostituita con Maurizio Falco, aveva avuto scontri diplomatici proprio con lo stesso Cugini, nda -. La gestione dei profughi deve portare avanti esperienze concrete, non stipare in spazi ristretti tanti richiedenti asilo. Il 25 giugno i piacentini hanno deciso di regalare la bicicletta alla nuova Amministrazione: e noi del centrosinistra a questa bicicletta vi gonfiamo le gomme. Chiediamo alla Giunta di attivarsi per fare presente al nuovo prefetto che ci sono comunque perplessità sugli accertamenti, sui controlli». Cugini nella mozione si riferisce soprattutto a un gestore «che ci ha dato tanti problemi». «La prefettura – ha incalzato - ha smesso da tempo di comunicare giornalmente la presenza dei profughi sul territorio, ovvero il numero di ospiti nelle strutture. La situazione di Cascina Bossina è sempre quella, supera i limiti della dignità della vita».  Cugini ha chiesto di controllare l’obbligo della frequenza ai corsi di formazione e di lingua. "Invito inoltre a investire sulla rete Sprar, l’unico sistema serio per gestire questo fenomeno».  

A Cugini ha risposto Carlo Segalini (Lega Nord). «Il consigliere Pd parla dell’ultimo anno, ma non degli ultimi dieci anni: c’è stato un fallimento della gestione dell’immigrazione del centrosinistra. La maggior parte sono immigrati economici e vengono a vivere sulle nostre spalle. Noi della Lega lo chiamiamo “buonismo economico”, che ha portato ad avere quartieri degradati e associazioni che si sono arricchite. Non si può chiedere all’Amministrazione di risolvere in un mese e mezzo cosa non è stato fatto in passato. È giusto ridiscutere con il prefetto e con chi gestisce l’accoglienza la ridefinizione di questi percorsi. Vogliamo cambiare le cose e fare il meglio, solo per quelli che ne hanno diritto». «Chiudere una struttura – ha aggiunto Lorella Cappucciati (Lega Nord) perché ne sta accogliendo di più come Cascina Bossina, non è corretto. A Piacenza accogliamo più immigrati di quanti ne possiamo ospitare: ne abbiamo visti arrivare 1500, siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo investire sul blocco degli arrivi, non sull’accoglienza. Stop all’immigrazione a Piacenza».

Anche Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) è intervenuto nel dibattito. «Il centrodestra ha vinto le elezioni soprattutto su questo tema. Noi le strutture le abbiamo viste, e non rispettare le regole e quanto scritto nei bandi della prefettura. Non possiamo far passare dei mesi senza che sindaco e prefetto non si parlino sul tema, non possiamo non sapere ogni giorno quante persone ci sono sul territorio».

L’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati ha risposto al consigliere del Pd. «Nei giorni scorsi ci sono stati incontri con la prefettura sul flusso dei richiedenti asilo presenti nelle strutture. Sono state definite le modalità operative per tornare in possesso di questi numeri. Siamo in una fase di attesa, a breve ripartirà il comitato di monitoraggio dei dati e del rispetto delle regole nelle strutture, tenendo sempre presente che la titolarità della gestione è in mano alla prefettura».

«Le cronache – ha commentato Gloria Zanardi (Liberi) - riportano gestioni dell’accoglienza che diventano solo business. Ci vuole un’accoglienza più integrata».

Ha respinto al mittente le richieste del Pd il consigliere di Fratelli d’Italia Tommaso Foti. «Non possiamo impegnare il sindaco – ha detto Foti - a chiedere al prefetto come procedono le indagini sulla struttura di Corte Bossina. Al sindaco Dosi il prefetto poteva non rispondere di questi temi, ora, improvvisamente, Cugini chiede al sindaco Barbieri di avere risposte dal prefetto. Gli atti su Cascina Bossina sono stati trasmessi già alla Procura della Repubblica, non possiamo sostituirci alla Procura per portare avanti le indagini. Il sindaco non si è ancora confrontato con il prefetto e il Consiglio comunale vorrebbe già impegnarlo a prendere accordi di un certo tipo». Critiche anche sullo Sprar. «Non vedo perché noi dovremmo investire su questo percorso quando nel 2015-2016 Piacenza non ha partecipato ai fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Interno per lo Sprar».

«Difficile accogliere interamente questo testo – ha rilevato Sergio Pecorara, capogruppo di Forza Italia -, chiedo di ritirare la mozione». «Il tono della mozione - ha invece sottolineato Massimo Trespidi (Liberi) - sempre quello di chi vuole dare “i compiti” all’Amministrazione. Spero che l’assessore Sgorbati e il consigliere Cugini si parlino su queste questioni, in cui ci vuole il buon senso. Il tema merita approfondimento e non slogan elettorali: frasi come “stop all’accoglienza” – è la sintesi dell’intervento di Cappucciati (Lega), nda - hanno peso in campagna elettorale, poi l’assessore Sgorbati non se ne fa niente di questa dichiarazione. Alla scuola Alberoni il 73% degli studenti è straniero, alla Carella il 77%, alla Pezzani il 12%: questa non è integrazione. La rete dell’accoglienza, in capo alla prefettura, non ha funzionato in questi anni. Il prefetto non ha conosciuto il territorio: se si mandano tanti immigrati in collina e montagna, questo non va bene. Su Cascina Bossina la politica deve tacere, la competenza è della magistratura. Cugini ritiri la mozione, la Giunta s’incontri con il prefetto per vedere che idee ha nuovo e poi eventualmente riparliamone in Consiglio».

Ha voluto dire la sua anche il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri. «Non voglio forzare la mano: il nuovo prefetto è qui da una settimana. Ha dimostrato disponibilità, la sua prima preoccupazione è stata quella di venire in Comune per una conoscenza. I rapporti non sono stati facili in passato con la prefettura. Cugini invece ha già parlato con l’assessore Sgorbati e con me sull’argomento. Noi ci siamo trovati a gestire una situazione che non era di nostra competenza per tre mesi con il prefetto di prima. Ci veniva detto che ci potevano piazzare profughi quando volevano. Ora mi pare che ci sia voglia di dialogo». Cugini non ha voluto ritirare la mozione, ribadendo i motivi della sua iniziativa. Si è allineato anche Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «Ancora oggi -  sento il centrodestra dire che non vuole nuovi immigrati. Sapete benissimo che è impossibile, e che non è di vostra pertinenza. Forse è ora che smettete di affermare queste frasi da campagna elettorale. La mozione sembrerà una scortesia per il nuovo prefetto, ma al Movimento 5 Stelle piace perché è precisa, perciò la appoggiamo».

«Dobbiamo lasciare tempo al nuovo prefetto per stabilire un confronto con l’Amministrazione – ha ribadito la sua posizione Trespidi, non partecipando al voto – per vedere se ci sono le condizioni per lavorare insieme». Al termine della discussione, il centrodestra ha bocciato con 20 voti la mozione. A favore del documento di Cugini si sono espressi Pd, Piacenza in Comune insieme al Movimento 5 Stelle e a Paolo Rizzi (Piacenza Più). Non hanno partecipato i tre rappresentanti di “Liberi” e Roberto Colla (Piacenza Più). 

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