Profughi, sistema d’accoglienza in crisi: chiamati a dare una mano tutti i comuni

L'incontro tra il prefetto e i sindaci in Provincia: sedici comuni non ospitano neanche un richiedente asilo, mentre altri si trovano al collasso

Un confronto tra prefetto e sindaci del territorio per discutere, ancora una volta, della gestione dei profughi nel Piacentino. Un’emergenza che ormai dura da anni, ma che sta vivendo negli ultimi mesi una china pericolosa, dato che i pagamenti delle strutture da parte dello Stato stanno riscontrando rallentamenti e mancanze, oltre al fatto che alcuni comuni dicono di ospitare numeri esagerati di richiedenti asilo. All’incontro di questa mattina in Provincia con il prefetto Anna Palombi erano presenti una trentina di sindaci e rappresentanti dei 48 comuni del territorio, oltre al presidente dell’ente di via Garibaldi Francesco Rolleri. Palombi ha chiesto ai sindaci di dare una mano: sarebbero in arrivo nel Piacentino altri trenta profughi nelle prossime ore e attualmente non c’è la possibilità di ospitarli tutti, quando ancora sedici comuni non ospitano nemmeno un richiedente asilo. Il prefetto ha chiesto ancora una volta una ripartizione maggiormente distribuita su tutti i comuni: a partire dal capoluogo ci sono diversi centri che ospitano quantità importanti, rispetto a paesi a oggi non ancora toccati dal sistema di accoglienza. Durante il vertice alcuni sindaci di centrodestra – come Tagliaferri (San Giorgio), Tanzi (Sarmato), Battaglia (Caorso) – hanno espresso perplessità.

Gli amministratori di Forza Italia: «Siamo eletti per tutelare la comunità, non per far fronte all’incapacità del Governo di gestire i flussi»

«Preoccupante – sostiene a margine dell’incontro il segretario provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi, sindaco di Lugagnano - il quadro delineato durante la riunione convocata dal Presidente Rolleri e dal Prefetto di Piacenza secondo il quale siamo di fronte a nuovi arrivi da scaricare ancora sulle spalle di un territorio piacentino già fortemente segnato. Gli amministratori di Forza Italia, lo ribadiamo, sono contrari a questo sistema di finta accoglienza in cui i nostri paesi devono pagare l'incapacità del Governo nella gestione dei flussi migratori. Riteniamo perciò assurda la proposta avanzata oggi dal Vicepresidente Calza che vorrebbe sottoscrivere un documento in cui invitare le istituzioni nazionali a prevedere l'obligatorietà di qualche piccola mansione lavorativa per i nuovi profughi: la rivolga al suo Partito, quello Democratico che ha creato questa situazione insostenibile, tale proposta siccome noi amministratori di Forza Italia siamo convinti che la nostra Provincia ed i Piacentini abbiano già dato fin troppo. Non firmeremo nessun documento in cui diamo aperture a nuovi arrivi in cambio di inutili contentini. Dimostri piuttosto un minimo di serietà chi gestisce questa vergognosa invasione, che privilegia solo il sistema delle cooperative, iniziando a far lavorare -gratuitamente e non con gli altri costi a carico della comunità dichiarati- chi è già in Italia a spese dei contribuenti. Significativa è stata anche l'assenza, strategica, dell'amministrazione Dosi: perché non c'erano a sposare la scandalosa proposta del compagno di partito e collega nell'amministrazione provinciale Patrizia calza? I Piacentini hanno dimostrato, anche al referendum costituzionale, che col gioco delle tre carte il PD non convince più nessuno.Ormai quindi l'unico ragionamento che possiamo e vogliamo fare con la gestione buonista a parole e speculativa nei fatti del Partito Democratico, che fino ad oggi ha governato, sarà la ferma opposizione: Piacenza ed i piacentini hanno già dato e si opporranno ad ogni nuova iniziativa antidemocraticamente calata dall'alto. I sindaci e gli amministratori di Forza Italia sono stati eletti dai loro concittadini per tutelare le proprie comunità e non per prendersi carico dei problemi migratori malgestiti dal Governo».

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