Prostituzione, Tagliaferri: «Ci si confronti per regolamentare il fenomeno»

Il consigliere regionale: «Le nostre città sono, in alcuni luoghi, dei bordelli a cielo aperto dove accade di tutto, senza alcun intervento dello Stato o dei Comuni, men che meno delle Regioni»

Giancarlo Tagliaferri

"Giorgia Meloni ha detto chiaramente alcuni mesi fa cosa pensa del fenomeno della prostituzione. La riapertura delle cosiddette case chiuse potrebbe essere considerata una sorta di sconfitta per la società. Ma, ha aggiunto, non possiamo chiudere gli occhi e fare i conti con il fatto che non stiamo affatto sconfiggendo il fenomeno legato allo sfruttamento, alla schiavitù di donne e minori, che alimenta criminalità e degrado". Si legge in una nota del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri.

"Per questo - continua - non ci si può fermare come fa il Pd o altre fette di società a sterili dichiarazioni di principio, a roboanti prese di posizione che possono addormentare le coscienze e alleggerirle dalla responsabilità ma che non si traducono, se non in pochi casi rispetto ai numeri della prostituzione, in un contrasto significativo di questo universo parallelo che convive nelle nostre città, nei nostri quartieri, portando all'esasperazione, ma anche alla paura i residenti e lasciando comunque alla mercé degli sfruttatori donne e minori. Quindi il tema di una regolamentazione esiste. E non è con le buone intenzioni e i desideri che si risolve. Né con progetti che guardano solo a una fetta di questo mondo".

"Le nostre città sono, in alcuni luoghi, dei bordelli a cielo aperto dove accade di tutto, senza alcun intervento dello Stato o dei Comuni, men che meno delle Regioni. Di più, assistiamo all'esplosione della prostituzione di donne immigrate, per lo più nigeriane, spesso minorenni, costrette ad una vita indegna dallo Stato italiano che le accoglie ma poi si volta dall'altra parte. Ma non è neppure con iniziative come Oltre la strada che possiamo risolvere il problema. Intanto questo progetto riguarda solo donne straniere. I numeri sono davvero risibili (guardare dati). Spesso, come ho avuto modo di conoscere da segnalazioni - prosegue - queste donne dopo o durante il percorso previsto usato come un escamotage, tornano alla prostituzione. Nessuno può sostenere di avere in tasca la ricetta per risolvere un problema della prostituzione, che la società si porta dietro dalla notte dei tempi. Non l'ha risolto certamente la legge Merlin, ormai non più adeguata allo scenario attuale che si intreccia strettamente anche alla criminalità. Oggi è però possibile, quantomeno, regolamentare questo fenomeno. Molti paesi già lo fanno e noi chiediamo che su questo tema ci sia un confronto serio e concreto che tralasci le grandi discussioni di principio per guardare con concretezza alla realtà. Ci sembra infatti che fermarsi alla punibilità per legge solo dei clienti non costituirebbe un forte deterrente come qualcuno crede".

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