Politica

Provincia, da gennaio il passaggio di funzioni: «Aspettiamo i soldi per l’alluvione»

Si chiude il 2015 per l’Amministrazione Provinciale: dal gennaio del prossimo anno diverse funzioni passeranno alla Regione. Nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa è stato rimarcato l'impegno per il dopo alluvione

«In questo anno si è visto il nostro amore per la politica e per il territorio».  L’Amministrazione provinciale sta per chiudere – forse – il penultimo anno di vita dell’ente, e lo fa tracciando un bilancio del 2015, anno segnato in particolare dall’alluvione del 14 settembre e dal proseguo della riforma Delrio sugli enti locali. Il 2015 è stato un anno complesso per l’ente, costretto a fronteggiare -3,5 milioni di euro di risorse a bilancio (che portano a 10 i milioni che la Provincia deve dare allo Stato). Dal 1 gennaio 2016 diverse funzioni passeranno alla Regione: agricoltura, caccia e pesca, protezione civile, tutela ambientale, servizi sociali, attività produttive, formazione professionale, portando il personale a soli 137 dipendenti e 4 dirigenti (da 260, mentre nel 2014 erano 313). Il tutto in attesa della nascita del percorso che porterà alla costituzione di un’Area Vasta.

Il presidente Francesco Rolleri, parlando ai giornalisti nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa in via Garibaldi, ha ripercorso le tappe di un anno di sfide, impegni, emergenze e tagli. «Siamo concentrati sul dopo alluvione – ha spiegato – perché un evento del genere, per quanto eccezionale, potrebbe risuccedere: dobbiamo essere pronti». La Provincia ha stanziato 6,8 milioni di euro di risorse proprie per fronteggiare l’emergenza. «Confidiamo nel rimborso della Regione, altrimenti ci troveremo ad avere un 2016 di gravissime condizioni rispetto alla manutenzione delle strade. In tal senso abbiamo ricevuto notizie dal Governo: i soldi potrebbero arrivare tra pochi giorni». Ossigeno è arrivato invece dalla “finestra” concessa dal Patto di Stabilità. «Siamo preparando i cantieri per 10 milioni di euro da realizzarsi nel 2016 e una parte anche nel 2017. È un aiuto importante per dare un ulteriore spinta all’economia del territorio». Amministrazione provinciale-2

«È stato un anno straordinario – è il commento del vicepresidente Patrizia Calza - nel senso che è stato totalmente diverso da tutti gli anni precedenti della Provincia, per le riforme che abbiamo dovuto affrontare. Tante le situazioni di incertezze per la normativa che erano da definire: il taglio delle risorse ha imposto all’ente di versare allo Stato la metà delle entrate, e abbiamo affrontato la gestione del personale che non aveva la certezza del posto di lavoro. Tutto sommato è stato un anno positivo per i risultati raggiunti. Non ci sono stati traumi nel trasferimento dei servizi, il cambiamento è avvenuto senza contraccolpi, anche perché abbiamo ricevuto un grande aiuto dal personale. Sottolineo che abbiamo messo in campo tutte le risorse disponibili quando c’è stato possibile. Le conseguenze dell’alluvione ci coinvolgeranno anche per i prossimi mesi: siamo preoccupati fino a che non vediamo il rimborso. La calamità naturale ha reso il territorio, con tutti i suoi settori, più consapevole del bisogno di difendersi. Expo ha portato già nell’immediato nuove iscrizioni in più per le facoltà universitarie, soprattutto alla Facoltà di Agraria. Il futuro è interessante, c’è la partita dell’Area Vasta e la affrontiamo con più ottimismo: ci abbiamo preso gusto con le novità».

«In questo 2015 l’Amministrazione – ha preso la parola Gloria Zanardi - ha messo in campo sinergia positiva e costruttiva. Portare avanti alcune deleghe per me, nonostante le polemiche, è stato significativo. La Provincia ha fatto scelte responsabili per fronteggiare l’alluvione, speriamo che Stato e Regione ora ci diano supporto per dedicarci alle nostre funzioni». «È stato un anno importante – ha aggiunto Luca Quintavalla - per il trasporto pubblico locale: per la prima volta i comuni sono stati protagonisti. I sindaci hanno messo le risorse necessarie per il servizio, in passato non c’era questa abitudine. Nonostante qualche piccolo motivo di contrasto, alla fine tutti e 48 i sindaci hanno aderito al protocollo, consentendoci di salvaguardare il servizio. I primi cittadini sono stati coinvolti sulle valutazioni e proposte sulla qualità dell’offerta. Stiamo lavorando per la nuova gara dei prossimi 10-15 anni. Si è anche discusso di Atersir e di acqua sancendo la volontà di una società mista pubblico-privato. Ora si stanno esaminando questioni importanti come Carbonext e Tecnoborgo. I nostri uffici stanno lavorando in silenzio e con competenza. Noto anche alcuni segnali di ripresa economica in alcuni settori.  C’è un segnale soprattutto nei settori più spinti verso l’innovazione».

Ha parlato del ruolo di Expo nel far conoscere il territorio Alessandro Piva. «Il banco di prova di Expo – ha detto - ha fatto conoscere le reali potenzialità del territorio. All’inizio non potevamo somministrare cibo, ma nella parte conclusiva abbiamo portato le nostre eccellenze. Chi vive nelle province limitrofe a noi verrà a visitarci. Abbiamo organizzato anche il festival del pomodoro». «L’ente è solido e sano – è l’intervento di Massimo Castelli - ed è composto da grandissime professionalità. C’è stato un grande lavoro di questa macchina amministrativa in un anno di transizione. La Provincia ha formato 130 nuovi volontari – delega di cui mi occupo – di Protezione Civile. Purtroppo non vedo ancora una politica nazionale a favore della montagna: fra dieci anni altro che Unioni e fusioni dei comuni…Non abiterà più nessuno sulle nostre montagne. Intanto la Regione ha allargato di 7 milioni di euro il fondo, però ci vogliono politiche con obiettivi importanti e mirati».

«L’anno scorso – ha fatto notare invece Paola Galvani - mi arrivavano sul tavolo richieste di intervento in molte scuole. Messa in sicurezza di edifici, criticità rilevanti: io prendevo ed ero costretta a mettere nel cassetto, in attesa di tempi migliori. Quest’anno si è potuto dare risposta a tante cose. C’è stato amore per la politica, per i nostri territori, unito all’impegno dei dipendenti, che ci ha fatto vedere un po’ di luce. L’amore e la passione ci hanno permesso di andare avanti. I problemi sono ancora tanti, ma almeno a una buona parte riusciamo a dare risposte. È un’immagine più positiva rispetto al 2014». «Rolleri – è il parere di Stefano Perrucci - ha messo in sinergia competenze diverse. L’offerta culturale proposta dall’ente è stata ampia e allargata: ricordo l’Appennino Festival, il Bobbio Film festival, Veleia Romana, gli eventi jazzistici. Insieme alla Regione abbiamo dato vita a tante iniziative. Il turista dell’Emilia Romagna dovrebbe venire a Piacenza, quando dalle sue parti sono giornate di pioggia: è un sogno che stiamo portando avanti».

Unica voce fuori dal coro, la presenza del consigliere d’opposizione di Fratelli d’Italia Sergio Bursi. «Qua sento ottimismi e parole che danno speranza…e così mi accorgo della differenza con la presa in esame delle cose concrete. “Piazzetta Piacenza” a Expo è stata ottenuta non da questa Amministrazione, ma da Trespidi, grande amico di Giuseppe Sala. L’agricoltura non sarà più della Provincia, idem il centro per l’impiego: l’ente è stato svuotato e per un periodo la neve ha rischiato di mettere in ginocchio la viabilità. La Regione non ha stanziato ancora nulla per rimpinguare le casse della Provincia. Ora siamo all’atto finale del decreto Delrio, che ha creato e disagi e lasciato soli gli enti.  L’Amministrazione deve ringraziare Forza Italia che sta dando una mano alla sinistra. In politica si sta un po’ dappertutto, qua invece Forza Italia è un Podemos piacentino che aiuta numericamente la causa. Beh, io a questo ente faccio tanti auguri».

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Provincia, da gennaio il passaggio di funzioni: «Aspettiamo i soldi per l’alluvione»

IlPiacenza è in caricamento