Provincia del gusto, Maloberti (Lega): «Bergonzi contraddice se stesso»

Il consigliere provinciale leghista: «Nell'ultimo mese il capogruppo Pd si è cosparso il capo di cenere e si è allineato alle direttive di partito, ma il 7 luglio la pensava all'opposto»

Marco Bergonzi, capogruppo del Pd in Provincia

«L’accorpamento alla Provincia di Parma sarà un impoverimento e produrrà perdita di identità territoriale, perdita di storia, perdita di prodotti tipici: sembra di sentire il leghista Giampaolo Maloberti, in realtà queste sono parole del capogruppo Pd Marco Bergonzi, da lui pronunciate al consiglio provinciale del 7 luglio, come rivelano le registrazioni».  Lo si legge in una nota diffusa dalla segreteria della Lega nord di Piacenza.

«Evidentemente - afferma la Lega - dopo quella data Bergonzi si è cosparso il capo di cenere e ha risposto "obbedisco" alle direttive del suo partito, il Pd, oggi principale fautore della Provincia del gusto». A dirlo è Giampaolo Maloberti, riprendendo alcuni passi della registrazione audio della seduta a palazzo Garibaldi del 7 luglio. «Bergonzi nell’ultimo periodo ha corretto il tiro - dice Maloberti - chinando il capo di fronte ai diktat di partito. Ma solo un mese fa l’idea di un’aggregazione basata sul comune collante del gusto lo inorridiva. Basti dire che il 7 luglio scorso citò espressamente il caso della "coppa di Parma", che in caso di aggregazione – disse – "sarà prodotta nei nostri territori ma col loro marchio". Altro che Provincia del gusto. Bergonzi da principale detrattore della proposta si è trasformato nel più agguerrito sostenitore dell’iniziativa istituzional-gastronomica. Del resto questo atteggiamento ambivalente è un vizio di famiglia. Basti dire che i parlamentari piacentini del suo partito si sono resi corresponsabili dei tagli alle Province votando a Roma la spending review mentre a Piacenza non mancavano di dipingere le qualità e le virtù dell'Ente. Ma la pillola, seppure indorata, è risultata indigesta e i responsabili sono stati smascherati”».

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Intanto anche il Pdl di Piacenza è intervenuto nuovamente sulla questione. «Non credo che sia reato chiedere ai cittadini di pronunciarsi su una questione così importane per la collettività» ha sottolineato Tommaso Foti facendo riferimento alle critiche mosse dal Pd all'ipotesi di un referendum. «Il Pd - afferma - ha cambiato rotta rapidamente, facendo dietrofront dopo gli ordini ricevuto da Bologna. Da loro non prendiamo certo lezioni di serietà».

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