Questione Urp: meno 200 euro dagli stipendi dei dipendenti, è lotta

Il Consorzio nazionale servizi e la coop Inservice hanno vinto la gara per l'affidamento degli sportelli informativi, ma le lavoratrici si vedono peggiorare le condizioni anche salariali

Attualmente gli sportelli informativi del Comune di Piacenza sono gestiti, come da parecchi anni a questa parte, dal gruppo Mediagroup e dalla coop Eureka. Scaduto poi l’appalto il Comune ha provveduto ad aprire un bando di gara vinto da Consorzio nazionale e servizi e dalla coop Inservice che dal primo dicembre subentrerà nella gestione di tali sportelli.

GLI SPORTELLI INFORMATIVI – Gli sportelli informativi, di cui si parla, sono per esempio Informagiovani, Informasociale (a marzo 2010 ritenuto dalla regione il migliore dell’Emilia Romagna) che offrono ai cittadini un servizio insostituibile e prezioso, dando prova di eccellenza, negli ultimi tre anni, con una professionalità e una grande competenza.

LA POLEMICA –  Il passaggio di testimoni dovrebbe garantire la continuità del lavoro, garantire l’attuale professionalità nell’erogazione del servizio agli sportelli, ma a quanto pare il contratto preparato da Inservice non sta bene alle 18 lavoratrici e Cgil. Infatti il contratto prevede che le donne dovrebbero diventare socie della coop portando un capitale sociale ciascuna di 500 euro e si vedrebbero diminuire l'attuale stipendio (800-1000 euro) di  almeno 200 euro, nonché potrebbero essere spostate a piacimento dalla coop che le manderebbe “a ricoprire ruoli che non hanno nulla a che fare con l’attuale incarico ricoperto vista la genericità con cui si esprime il contratto”, interviene una lavoratrice. 

LA RABBIA E L’AMAREZZA – “Abbiamo avuto tanta solidarietà dai dipendenti comunali per questa vicenda” - afferma una lavoratrice - “ma questa è una battaglia per la dignità dei lavoratori, ci sentiamo in una situazione assurda, siamo figure preziose per il cittadino che si rivolge quotidianamente a noi, e siamo difficilmente sostituibili in quanto gestiamo un patrimonio di informazioni molto importante, e se, dovessero arrivare nuovi assunti che ci andrebbero a sostituire, questi non avrebbero neanche un periodo di affiancamento. Trovandosi a gestire situazioni mai affrontate prima col rischio reale di paralizzare l’intero apparato di servizi” . E ancora un’altra lavoratrice: “Inservice vorrebbe che accettassimo tutte, mandandoci anche lettere a casa, così loro avrebbero tutte le nostre competenze con pochissime spese”.

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VENERDI’ LA FIRMA – Venerdì è il termine ultimo posto dall’azienda per la firma dei contratti, ma la battaglia si appresta ad essere ancora lunga. Infatti, pur  “apprezzando l’impegno di mediazione del Comune in questa vicenda, specificatamente nell’incontro di ieri in Municipio” - dichiara Giuliano Zuavi, sindacalista Cgil -  “ è necessario che si accertino le responsabilità di chi ha potuto permettere che la gara potesse essere vinta con un ribasso dell’11 percento, andando così a ripercuotersi sulle lavoratrici”. Potrebbe prospettarsi una possibile apertura del sindacato verso l’Inservice, ma prima di quella, il sindacato si riserva di fare una valutazione complessiva delle proposte presentate. Zuavi rimarca: “Qualora si decidesse di rispondere negativamente alla Inservice e non ci fossero margini di miglioramento per queste lavoratrici porteremo avanti la nostra battaglia con tutti i mezzi possibili: ostruzionismo, presidi, insomma ci metteremo ancora in gioco”

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