Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Rabuffi: «Il 25 aprile è la festa più bella dell’anno»

L’intervento del consigliere comunale di “Piacenza in Comune”

Luigi Rabuffi

Mentre ci saziamo della Festa più bella dell’anno, il 25 Aprile, abbracciando le piazze di tutta Italia con le bandiere della Liberazione e dell’antifascismo; mentre ci inginocchiamo davanti alle lapidi che ricordano i Partigiani “caduti” durante la “Resistenza”; mentre piangiamo le tante vittime civili di quel maledetto regime, colpevoli solo di stare dalla parte giusta, quella della Democrazia, i rigurgiti nazi-fascisti riprendono “forza”, trasformandosi in proposta politica “sovranista” e alimentando quella cortina fumogena “ingannatrice” fatta di odio e di indifferenza.

Odio e indifferenza nei confronti di chi cerca la propria “Liberazione” fuggendo dai genocidi che quotidianamente fingiamo di non vedere; di chi scappa da una povertà così estrema da preferire la morte; di chi rincorre quel “sogno” di vita che dovrebbe essere assicurato ad ogni essere umano.

Ma odio e indifferenza anche nei confronti di chi vive i propri sentimenti “fuori” dagli schemi classici e che si batte per una “Liberazione” che vorrebbe dire, finalmente, sconfitta dell’omofobia e della discriminazione.

Odio e indifferenza, infine, nei confronti di chi, a prescinderne dal motivo, non ha un tetto sotto cui ripararsi, un lavoro o un conto in banca sufficiente a vivere dignitosamente. Costretto a dormire all’addiaccio, a frugare nei cassonetti, a mendicare …

Per fortuna lo specchio della Storia non tradisce mai. Ed è lì, ad insegnarci che i valori veri sono quelli della fratellanza, della solidarietà e della Libertà. Valori per i quali vale anche la pena morire.

E oggi, a ridosso del 25 Aprile, mentre le note di “Bella Ciao” ci riempiono ancora il cuore e l’animo, abbiamo il dovere di ricordarlo con ancora più forza e far sì che ogni istante della nostra vita sia sostenuto e arricchito da quei principi e da quei valori che il nuovo “fascismo 3.0” cerca quotidianamente di sminuire e deprezzare.

Ed è anche per questo, cari governanti vicini e lontani, che anziché proferire una volta all’anno parole di circostanza in qualche piazza più o meno disposta a dimenticare chi siete e da dove politicamente venite, anziché scappare dal confronto pubblico o impedirlo con spudorati mezzi e mezzucci, abbiate il coraggio e l’orgoglio di gridare ogni giorno, a voce alta: W la resistenza, W la lotta di liberazione, W l’Italia antifascista.

Luigi Rabuffi, consigliere comunale di “Piacenza in Comune”

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