Rabuffi: «Il sindaco sostenga con forza una transizione ecologica non più rinviabile»

Il consigliere di “Piacenza in Comune”: «Troppi sforamenti di Pm10, dobbiamo ridurre l’inquinamento, aumentare e migliorare la dotazione di verde, valorizzare la mobilità ciclo-pedonale e il trasporto pubblico locale»

Luigi Rabuffi

«Se è vero che il Covid-19 sta devastando la nostra quotidianità – interviene nel dibattito il consigliere di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi - mettendo in discussione tante certezze e colpendo i nostri affetti più cari, non possiamo ignorare la stretta correlazione fra i virus e l'inquinamento, come certificato da numerosi studi scientifici. Se Covid-19 potrà essere annientato da un prossimo vaccino (come tutti auspichiamo), l'inquinamento e la devastazione del nostro ambiente potranno trovare ostacolo solo dai nostri comportamenti virtuosi, sino ad oggi dimenticati nel cassetto dell'opportunismo e degli interessi economici predominanti. Oggi non abbiamo più scuse. Credere nell'ambiente e nella natura significa dare ossigeno al nostro futuro. Significa guardare oltre Covid-19, in quella dimensione che sarà l'habitat dei nostri figli, a cui spetterà il compito di giudicarci. Il contributo, che allego, va proprio in questa direzione, e chiede al Sindaco di Piacenza di trovare la forza politica per sostenere un nuovo modello di società indirizzato verso una transizione ecologica non più rinviabile».

«Nonostante le belle giornate di questo fine autunno, i dati sulla qualità dell’aria rappresentano, per i piacentini, un elemento assai preoccupante. I report quotidiani di Arpae ci ricordano infatti che nelle 4 stazioni comunali di rilevamento è stato superato il limite di 35 sforamenti annui di Pm10 (polveri sottili): 45 in via Giordani; 40 a Gerbido; 36 al Parco di Montecucco e altrettanti al Capitolo (Piacenza Ceno). È pur vero che la situazione piacentina è analoga a quella dei principali capoluoghi della Pianura Padana (fa eccezione Bologna) ma, nel caso specifico, il proverbio “mal comune, mezzo gaudio” non attenua in alcun modo gli effetti negativi dei superamenti. Che sono devastanti... Sempre più studi scientifici, infatti, confermano il collegamento tra la diffusione del “Corona virus” e l’inquinamento atmosferico. L’incidenza dei casi di infezione virale rispetto alle concentrazioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) è ormai accertata scientificamente. Con il particolato atmosferico che funziona da vettore per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. I virus, infatti, si “attaccano” al particolato e possono essere trasportati anche per lunghe distanze, rimanendo nell’aria in condizioni vitali per molto tempo. E se un aumento delle temperature e della radiazione solare influisce positivamente sulla velocità di inattivazione del virus, un’umidità relativa elevata (ad esempio, la nebbia padana) può favorire un più elevato tasso di diffusione del virus. I casi già studiati di influenza aviaria, del virus respiratorio sinciziale umano nei bambini (che genera la polmonite infantile) e del morbillo (in 21 città cinesi e in Lanzhou) hanno confermato la stretta correlazione con la concentrazione di PM10 e PM2.5.

Oggi, in riferimento alla diffusione di COVID-19 in Italia, dopo che sono stati analizzati per ciascuna Provincia i dati di concentrazione giornaliera di PM10, il numero di superamenti del limite di legge e i contagi riportati, è emerso chiaramente che esiste una relazione diretta tra il numero di casi e lo stato di inquinamento da PM10. Non per niente la concentrazione dei maggiori focolai si registra proprio in Pianura Padana. A questo punto, cari amministratori locali, se davvero ci tenete alle comunità che rappresentate, adottate finalmente e senza remore provvedimenti seri per garantire ai cittadini, di oggi e di domani, un futuro sostenibile. Ridurre l’inquinamento, aumentare e migliorare la dotazione di verde, valorizzare la mobilità ciclo-pedonale e il trasporto pubblico locale sono provvedimenti da assumere al più presto, senza “se” e senza “ma”. Anche a Piacenza.

D’altronde, il tanto atteso vaccino potrà forse sconfiggere COVID-19 ma nessun vaccino, nessuna medicina, potrà annientare il virus dell’ignoranza e dell’inettitudine. Patologie che dobbiamo invece combattere con le armi della ragione e del buon governo, salvaguardando il territorio e attuando politiche a favore dell’ambiente e del pianeta. La nostra unica casa. E allora, caro Sindaco Barbieri, volga finalmente lo sguardo verso la transizione ecologica. Si batta per limitare cementificazione e consumo di suolo. Si faccia paladina di una visione ecologica di comunità. E ce la metta tutta... Perché vincere COVID-19 è importante, ma ancora più importante è far sì che questa maledetta pandemia non sia una tappa, forse l’ultima, verso l’autodistruzione del genere umano».

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