Rabuffi: «L’Amministrazione rischia di finire sotto una colata di cemento»

Duro attacco del consigliere di “Piacenza in Comune”: «Città piena di cartelli “vendesi” e “affittasi”, mercato immobiliare in crisi. Eppure la città è terra di conquista per chiunque desideri costruire»

Luigi Rabuffi

«Lunedì scorso, con l’approvazione da parte della maggioranza dell’accordo di transazione relativo all’area verde di via Caorsanaprima espropriata ed ora restituita agli ex proprietari - la nostra Amministrazione Comunale ha posto l’ennesimo tassello nel puzzle che raffigura Piacenza come terra di conquista per chiunque desideri costruire. Logistica, residenziale, commerciale, produttivo, improduttivo … chi più ne ha più ne metta. Per la gioia del partito del mattone, totalmente assente nel dibattito sulla sostenibilità ambientale ma loquacissimo nel richiedere colate di cemento e di asfalto.

Tutto ciò, nonostante gli innumerevoli cartelli “vendesi” e “affittasi” disseminati a Piacenza. Che non sono lo scherzo di qualche bontempone, bensì il termometro reale della crisi che sta colpendo la nostra comunità, unitamente ad un importante e del tutto evidente esubero di offerta immobiliare. Più banalmente: l’effetto collaterale del decennale “doping del mattone”, oggi trasformato in “crisi d’astinenza”.

E così, dopo la decisione di costruire un nuovo ospedale - impermeabilizzando 185.000 mq. di fertile terreno agricolo e lasciando ai posteri il destino del Polichirurgico e del vecchio ospedale - ecco la grandinata di “commerciale” e di “residenziale” che, sotto forma di decisioni già assunte e di proposte di accordi operativi, si abbatterà a breve su Piacenza.  A fare l’elenco ci hanno pensato i mezzi di informazione nei giorni scorsi. E c’è davvero da preoccuparsi:

  • Torre diamantata all’ex Unicem/via Conciliazione: 15 piani per 60 mt. di altezza, con 3.000 mq. destinati a negozi;
  • 7 immobili residenziali al posto degli ex orti di via Campesio per un totale di 5.250 mq. di superficie edificabile;
  • 4 medie strutture di vendita + 4.000 mq. di abitazioni + 30.000 mq. di nuove strade e parcheggi nelle aree ex Camuzzi di via Morigi e di via Rigolli/Corso Europa;
  • Un fabbricato di vendita non alimentare di 2.500 mq. in via Caorsana nella ex sede ditta Varani;
  • Residenziale, commerciale e terziario nelle ex Caserme Alfieri e Cella tra via Benedettine e via Abbondanza;
  • Struttura commerciale in via Einaudi (distribuita su 4 fabbricati) di 2.500 mq.;
  • Mix di produttivo, uffici e commerciale (medie strutture, negozi di vicinato, ristorazione e un benzinaio) nell’area ex Galnea alla Veggioletta (8.000 mq. di carico urbanistico);
  • Lottizzazione dell’ex Maneggio con residenziale e 400 mq. di negozi;
  • E infine: Terre Padane, con un “iper-store” di 14.500 mq. (di cui 4.500 mq. Alimentare) oltre a 2 medie strutture di vendita da 2.500 mq. l’una.

Un’immensa colata di cemento sotto la quale l’Amministrazione Comunale di Piacenza rischia davvero di finire politicamente travolta. Con i commercianti che non ne possono più. Che non ce la fanno più. Che in attesa della “moratoria commerciale” promessa in campagna elettorale e mai arrivata, sono costretti ad abbassare definitivamente le saracinesche, spopolando il centro e rendendo i negozi di vicinato una “specie commerciale in via di estinzione”. Con molte associazioni di categoria che, quotidianamente, si uniscono al grido di allarme dei negozianti per una politica del commercio non più sostenibile.

E con una parte significativa della maggioranza che, almeno a parole, si smarca, promettendo “scintille” quando i provvedimenti arriveranno in aula. Per tutti questi motivi, amando noi profondamente la nostra città e volendo lasciare ai nostri ragazzi una Piacenza vivibile e proiettata al futuro, chiediamo all’Amministrazione comunale di fermarsi. Di dire stop a quegli accordi operativi che incombono. Di confrontarsi con i cittadini, di oggi e di domani. Per costruire insieme un progetto unitario che ridisegni Piacenza con i colori vivi e stimolanti dell’ambiente e della natura anziché quelli grigi e nefasti del cemento.

E mentre lo chiediamo, in particolare al sindaco, rileggiamo a voce alta le parole del prof. Daniele Fornari, illustre docente di marketing dell’Università Cattolica, nonché autorevole studioso della materia, rilasciate in un’intervista lo scorso 17 ottobre: “A Piacenza non c’è alcun bisogno di nuovi supermercati.” “Il mercato è saturo.” “Una pubblica amministrazione deve capire cosa vogliono i cittadini. E la risposta è investire in parchi, scuole, aree verdi”. Bravo prof.  Speriamo che almeno a lei, l’Amministrazione dia ascolto…».

Luigi Rabuffi, consigliere comunale di “Piacenza in Comune”

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