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Rabuffi: «La priorità è la sanità piacentina, non il nuovo ospedale»

Polemico il consigliere di “Piacenza in Comune”: «La morte di 900 piacentini ci dice che dobbiamo discutere d’altro, ovvero competenze, servizi territoriali e professionisti». Il pentastellato Pugni: «Baldino accetti il confronto con noi»

L’unico voto contrario in commissione 2 alla variante del Psc sul nuovo ospedale è arrivato dal consigliere di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi-12Luigi Rabuffi. Da sempre la forza politica rappresentata a Palazzo Mercanti dal solo Rabuffi ha mosso dubbi sull’idea di realizzare un nuovo nosocomio in città, consigliando di dedicare risorse economiche e attenzioni sul potenziamento della sanità locale. «Quella che ci viene chiesta oggi con questa variante al Psc è una delega in bianco – è stato l’intervento di Rabuffi in commissione 2 - perché non c’è un progetto dell'ospedale, non si sa neanche di preciso l’area sulla quale sorgerà all’interno di quella macro-area della Farnesiana. Né si sanno le caratteristiche che potrebbe avere il nosocomio. La sanità è altro, è parlare di competenze, servizi territoriali e professionisti. Il Covid-19 ci ha spogliato di tutte le nostre certezze e detto che le priorità sono altre. Lo dice anche il sangue di oltre 900 piacentini». Rabuffi si è infervorato. «Non c’è stato uno tra quelli intervistati dai media piacentini che sia uscito dall’ospedale e abbia detto che la struttura faceva schifo, che le stanze non andavano bene e che serviva un nuovo ospedale. Hanno parlato solo di chi li ha assistiti e di come sono stati curati. La mia posizione è perciò fortemente contraria a questa delibera».

Nel lungo percorso – durato quasi cinque anni – tra l’annuncio della Regione Emilia-Romagna di costruire un nuovo ospedale in città e la variante, il Movimento 5 Stelle (almeno quello rappresentato in Consiglio comunale - ha cambiato idea in corsa. All’inizio anche i pentastellati erano contrari alla decisione di costruire un nuovo ospedale. Poi, Andrea Pugni e Sergio Dagnino, entrando in contrasto con diversi attivisti locali del Movimento, hanno speso parole di appoggio per la proposta, ritenuta un'occasione per Piacenza. Nella seduta di Andrea Pugni-7commissione il capogruppo Pugni - che non ha partecipato al voto come altri colleghi dell'opposizione - ha però polemizzato con l’Ausl di Piacenza. «Il direttore generale Luca Baldino – è la stoccata del grillino - si deve fare vivo, lo vediamo solo sui giornali e in tv. Gli sentiamo dire anche qualche castroneria, si impegna anche, ma questo non lo esime dal confrontarsi e mettersi a disposizione di un Consiglio comunale che rappresenta 104mila abitanti. Speriamo che a breve venga a relazionare». Non che lo si attende per accusarlo di qualcosa. «Non lo aspettiamo per una inquisizione – ha precisato Pugni -, possiamo anche fargli avere prima le nostre domande, così ci spiega. Altrimenti noi consiglieri sembriamo Homer Simpson quando lavora, che deve solo andare e schiacciare un bottone quando serve».

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