La proposta di Rabuffi: «Nuovi parcheggi per l’ospedale nell’ex Acna»

Nuovo ospedale, il consigliere di “Piacenza in Comune” incalza Ausl e Amministrazione sul percorso: «Tutto tace». E poi propone di incrementare il numero dei posti auto dell’attuale ospedale utilizzando l’area ex Acna

«Mentre l’Amministrazione si appresta a licenziare il bilancio di previsione 2019, con i suoi 202,6 milioni di pareggio – interviene nel dibattito il consigliere comunale di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi - un tema di primaria importanza, ambizioso, strategico e addirittura più “sostanzioso” di un’intera annualità sembra finito nel dimenticatoio: il nuovo ospedale di Piacenza. Un investimento da 230 milioni, oggetto di un (presunto) finanziamento regionale che, a detta del direttore generale Ausl Luca Baldino “sarebbero stati a rischio senza una rapida decisione”. Oggi, a 18 mesi da quella data, tutto tace. Ed il “bello” è che se il Comune ed il Consiglio comunale di Piacenza hanno fatto quanto era nelle loro rispettive competenze (pur con posizioni non unanimi) è proprio la nostra Regione, che tanto aveva spinto per avere l’ok comunale, ad essere latitante.

Strano. Perché dal Documento Programmatico ASL - redatto dal direttore Baldino insieme al direttore sanitario, al direttore amministrativo, al direttore assistenziale e al direttore delle attività sociosanitarie (e condiviso/sottoscritto dal 99% degli operatori) - la Luigi Rabuffi-10situazione appariva già a quel tempo molto critica, causa (riporto testualmente) l’obsolescenza dell’attuale struttura, la difficile accessibilità, la configurazione in padiglioni, la mancanza di spazi e la rigidità tecnologica e strutturale. Insomma: non c’erano dubbi, bisognava darsi una mossa. Appunto...

Detto ciò, e in attesa degli sviluppi regionali, rilevo che tra le ragioni principali alla base del nuovo ospedale di Piacenza si è sempre enfatizzato il tema dell’accessibilità, cioè dei parcheggi. Elemento che, a dire il vero, attiene ad un aspetto “non sanitario” e quindi “lontano” dalle competenze di chi aveva steso quella relazione. Appare comunque innegabile, in mancanza di una politica efficace a favore della ciclopedonabilità e del trasporto pubblico locale, che in certi giorni e in certi orari risulti molto difficile parcheggiare all’interno o nei pressi del perimetro ospedaliero, specie in corrispondenza dell’erogazione dei pasti e durante gli orari di visita ai pazienti. 

Motivo per cui – a 18 mesi dal documento Ausl e a circa 100 mesi (8 anni) dall’ipotetica inaugurazione dell’ipotetico nuovo ospedale che si edificherà nell’ipotetica area che dovrà ipoteticamente essere individuata - appare necessario trovare una soluzione. A tal proposito, nei giorni scorsi abbiamo saputo che l’Amministrazione Comunale ha partecipato ad un bando europeo “UIA” (Urban Innovative Actions) con un progetto dal titolo “NATURAVOLTAIC”, che si sostanzia nel proporre un innovativo sistema fotovoltaico ad inseguimento solare abbinato a infrastrutture verdi, la cui combinazione è finalizzata al riutilizzo sostenibile e alla rigenerazione di spazi urbani abbandonati o sotto utilizzati.

L’area individuata sarebbe quella dell’ex Acna. Quella vasta area di 40.000 metri quadrati a due passi dall’ospedale e dal “Vittorio Emanuele II”, da troppi anni abbandonata a se stessa e al degrado. Già in campagna elettorale, in attesa delle sentenze conseguenti al contenzioso in essere, proposi di acquisirla per farne un’area da piantumare e adibire a parcheggio provvisorio dell’ospedale, per poi trasformarla (a seguito dell’eventuale trasferimento del medesimo) in un giardino pubblico al servizio del quartiere. Soluzione compatibile con l’eventuale (ma a quanto pare scongiurata da ARPAE) presenza di inquinanti non superficiali. 

Oggi, il progetto comunale “NATURVOLTAIC” potrebbe davvero completare quella proposta, prevedendo la posa del sistema fotovoltaico su pannelli in grado di offrire ombreggiamento alle autovetture parcheggiate e sfruttando le infrastrutture verdi per abbattere le alte temperature, le emissioni inquinanti delle autovetture e l’impatto visivo rispetto alle magnifiche mura farnesiane che costeggiano viale Tramello. Per questi motivi spero di cuore che una siffatta opportunità non venga trascurata dall’Amministrazione, in quanto offrirebbe una risposta positiva ai piacentini che vivono in quel quartiere dimenticato e a chi, per un motivo o per un altro, è costretto a frequentare l’ospedale. Luogo di sofferenza ma anche, e soprattutto, di speranza».

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