Rabuffi: «Proprio questa maggioranza colpita sulla sicurezza». Cugini: «State cercando di distogliere l’attenzione»

Seduta di Consiglio affollata quella del post Caruso. Molte le voci che si levano dall’opposizione. Cugini: «Vittimismo e contrattacchi con la bava a bocca dal centrodestra». Rabuffi in aula e il Collettivo ControTendenza fuori chiedono le dimissioni del sindaco e della Giunta. Giardino striglia i colleghi: «Serviva un’altra risposta dopo quello che è successo»

Il Consiglio comunale del 1 luglio

«È stata sottovalutata la realtà in questi due anni – ha aggiunto Giulia Piroli (Pd) - c’è un assessorato alla legalità, si è avuto il pugno di ferro sulla sicurezza, si è fatta la guerra ai carciofi abusivi. Il ministro Salvini poteva venire a Piacenza il giorno dopo l’arresto di Caruso, come ha fatto in passato. E come l’avrebbe presa una notizia del genere che riguarda una persona della sua area politica, come l’ex deputato Carlo Tassi».

GIARDINO (MISTO): «SERVIVA UNA RISPOSTA CONDIVISA DA TUTTI I PARTITI»Libera (2)-2

Ha bacchettato i colleghi per la «stucchevolezza degli interventi» e dei “botta e risposta” tra maggioranza e opposizione il consigliere del Gruppo Misto Michele Giardino. «Di questa vicenda l’aspetto più grave è il senso di violazione. Serviva un altro atteggiamento in questi giorni, dimostrando più unità. A questi attacchi alla democrazia occorreva una risposta condivisa da parte di tutti. Sono deluso dal comportamento della maggioranza in questi giorni: davanti a un nemico così pericoloso come la mafia, dobbiamo serrare le fila e dire “no” tutti insieme, ribadire che “A Piacenza e in Consiglio comunale la mafia non passa”. E invece facciamo ancora ‘sti giochetti politici sul passato e sul presente, provo vergogna per questo e per la spartizione della successione a Caruso». Ha condiviso queste parole lo stesso vicepresidente Sergio Dagnino (M5s).

BARIOLA: «CARUSO HA MASCHERATO LE SUE INTENZIONI»

L’intervento di Gianluca Bariola (La Piacenza del futuro) è stato interrotto e contestato più volte dai banchi di Fratelli d’Italia. «Quante relazioni avrà avuto Caruso – ha osservato Bariola - grazie al suo ruolo di presidente in questi tempi? Di quali informazioni riservate avrà goduto e messo a disposizione? Di questo patrimonio di informazioni la mafia avrà beneficiato? Qua c’è un mostro che nell’oscurità si inserisce nella comunità. Quest’uomo ha mascherato le sue intenzioni, ha manipolato persone e ruoli per ottenere la fiducia e la presidenza del Consiglio comunale. Faremo ciò che è necessario per dire alla mafia che non abbiamo paura di loro, non c’è spazio per ‘ndrangheta qua». «Pensavo di essere in un incubo – ha ricordato Roberto Colla (Piacenza Oltre) - quando ho saputo dell’arresto, o come se avessi preso un pugno. Piacenza sembrava un’isola felice, il nostro brand è stato macchiato per sempre. Ora trasformiamo la rabbia per metterci in moto e sconfiggere questo problema».

TRESPIDI: «SBAGLIATA LA RICHIESTA DI DIMISSIONI A GIUNTA E CONSIGLIO»

«Ci sono ombre politiche – ha rilevato Mauro Monti (Liberi) -, non penali, anche su altre scelte dell’Amministrazione. E ora, nella scelta del nuovo presidente, che criteri sono stati usati?». «Prima non eravamo “Alice nel Paese delle meraviglie” – ha aggiunto invece il collega Massimo Trespidi (Liberi) - e oggi non siamo infiltrati in ogni parte dalla mafia. Piacenza, come l’Italia, sa che esistono le mafie, italiane e straniere. Bisogna avere consapevolezza di questi fenomeni». Trespidi ha ricordato che Caruso fu votato come presidente da tutta la maggioranza, la sua scelta fu un accordo tra partiti. «Non condivido chi dice che la Giunta si dovrebbe dimettere: conosco Barbieri dal 1994, è onesta, sgombriamo il campo dagli equivoci. C’è chi vuole buttare in vacca la questione, ma siamo stati eletti democraticamente. Non sarà la manifestazione di qualche facinoroso nullatenente – riferito al Collettivo ControTendenza - a far cadere il Consiglio e l’Amministrazione».

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