Rabuffi: «Questa situazione ci ha dimostrato che il nuovo ospedale non ha senso»

L’intervento di Luigi Rabuffi, consigliere comunale di “Piacenza in Comune”: «La priorità è migliorare il nostro sistema sanitario, l’offerta di assistenza ospedaliera, la capacità di cura e la qualità delle prestazioni. Puntando sul personale sanitario»

Luigi Rabuffi

«Da ormai dieci giorni anche noi piacentini stiamo vivendo l’emergenza “Corona virus”. La stretta vicinanza con la “zona rossa” non ci lascia scampo. Troppi i legami di amicizia e di lavoro con i “cugini” di Codogno e dintorni. Normale, quindi, contare a decine i piacentini infetti. E così, mentre ci chiudiamo in casa nella vana speranza di lasciare il virus fuori dalla porta, anche a Piacenza centinaia di persone affrontano senza tregua questa emergenza. Come soldati in prima linea, per combattere l’infezione e la psicosi. Si tratta del personale sanitario. In particolare, dell’Ospedale.

In questi difficili momenti ci rendiamo finalmente conto di quanto, costoro, siano indispensabili e importanti. Per la loro competenza, per la loro capacità di tranquillizzarci. Per quelle due parole dette col sorriso sulle labbra. Per quel “non si preoccupi, ci siamo noi” che ci fa tirare un sospiro di sollievo e pensare positivo.  Grazie. Grazie a tutti. Ma non basta…Se vogliamo far tesoro di questa difficile esperienza abbiamo il dovere, come comunità, come piacentini, come amministratori, di aprire gli occhi e dire finalmente le cose come stanno: un nuovo ospedale, con lo stesso numero di operatori sanitari e meno posti letto di quello attuale, non ha senso. Ce lo sta dimostrando questa emergenza. Senza ambiguità. Senza filtri. Senza mediazioni. La priorità è migliorare il nostro sistema sanitario, l’offerta di assistenza ospedaliera, la capacità di cura e la qualità delle prestazioni. Puntando sul personale sanitario. Valore imprescindibile della sanità pubblica e, in particolare, di quella piacentina. Cambiamo allora il progetto del nuovo ospedale, adeguiamolo alle reali necessità (più posti letto) e, nel frattempo, destiniamo risorse alle politiche occupazionali, garantendo assunzioni straordinarie utili ad offrire un’assistenza vera, fatta di medici e infermieri in carne ed ossa. Perché la buona sanità la fanno i bravi operatori. Non certo i muri imbiancati e lindi di una cattedrale nel deserto…».

Luigi Rabuffi, consigliere comunale di “Piacenza in Comune”

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