Rabuffi: «Ritroviamo in quella rivoluzionaria scelta di unità la nostra identità»

L’intervento del consigliere comunale di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi in merito al 170esimo anniversario di Piacenza Primogenita

Luigi Rabuffi

«Giovedì scorso abbiamo celebrato nella solenne cornice della Sala dei Teatini il 170° anniversario del Plebiscito che sancì, il 10 maggio 1848, la volontà dei piacentini di annettersi al nascente Regno d’Italia. Lo abbiamo fatto in un contesto, quello del Consiglio Comunale, simbolo per eccellenza di democrazia, rappresentatività, pluralismo. Piacenza in Comune, con profondo rispetto e orgoglio per la storia e gli ideali del Risorgimento, ha partecipato al ricordo degli eventi che valsero a Piacenza l’appellativo di Primogenita, ritenendo importante tributare l’omaggio della nostra comunità a coloro che, 170 anni fa, con lungimiranza politica, seppero guardare  oltre i confini del Ducato, spinti dall’ardente desiderio dell’Unità Nazionale. Riaffermare la profonda appartenenza a quella Repubblica che l’articolo 5 della nostra Costituzione definisce “Una e Indivisibile” e che trova nella dignità della persona e nei diritti inviolabili dell’uomo il proprio vitale radicamento è per noi di Piacenza in Comune un dovere. Al tempo stesso, rendere onore a Piacenza Primogenita d’Italia significa compiere uno sforzo per superare i limiti di una retorica, quella della “Piacentinità” che oggi rischia più che mai di essere interpretata come sinonimo di chiusura e arroccamento su se stessi. è invece proprio in quel fermento risorgimentale, intriso di coraggio e di grandi aspettative, che dobbiamo ricercare la nostra identità. Ed è in quella partecipazione popolare che dobbiamo rispecchiarci per ridurre e azzerare il distacco dai valori e dalla politica che caratterizza questa stagione. E infine, dando seguito al corso della storia, è in quella primogenitura e nella Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, che dobbiamo identificare in modo univoco la piacentinità nella sua più alta accezione.

Cosa resti oggi, a 170 anni di distanza dal Plebiscito e a 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Carta Costituzionale, di quello spirito rivoluzionario, di quella capacità di coinvolgimento, di  quella voglia di mettere il bene comune sopra ogni altra cosa è una domanda, a cui non possiamo sottrarci. Perché nel momento in cui rievochiamo l’eccezionalità positiva di ciò che avvenne  nel maggio del 1848, ci riconosciamo come depositari di quel risultato straordinario, eredi di coloro che lo resero possibile. E questo ci impegna non solo a custodire la memoria degli eventi ma anche a condividerne il significato con le giovani generazioni. Ci chiama a raccogliere il testimone di chi non ebbe paura a rinunciare a privilegi e a posizioni di potere per perseguire un ideale più grande. Ci induce a riflettere sul significato e sul valore di una società più giusta, aperta e inclusiva.

E ci obbliga a farlo oggi. Oggi, di fronte alle nuove e sempre più diffuse povertà che si appellano alle nostre coscienze e alla nostra capacità di offrire coesione sociale. Oggi, di fronte all'esodo dei migranti che chiedono accoglienza, che bussano alla porta della nostra democrazia e dei nostri diritti così duramente conquistati. Oggi, nell’ascolto di chi è solo, di chi è indigente, di chi non ha lavoro. Queste, per noi di Piacenza in Comune, sono le primogeniture che oggi contano. Le urgenze del nostro tempo. E così come allora i patrioti che fecero l’Italia seppero guardare più in là, proviamo anche noi ad ampliare i nostri orizzonti. Proviamo a farlo per rispetto di ciò che la nostra città ha vissuto, costruito e rappresentato. Per aderire, con intima e coerente convinzione, ai valori della democrazia e della libertà, che non possono e non devono vivere solo nelle allocuzioni ufficiali o negli anniversari. Mettiamo quindi in pratica l'insegnamento che ci deriva da questa ricorrenza e rendiamo omaggio a Piacenza Primogenita d’Italia. ritrovando, in quella rivoluzionaria scelta di unità e appartenenza, il seme di un’identità da condividere con i nostri concittadini. Viva Piacenza Primogenita. Primogenita di un’Italia Libera, Democratica e Unita».

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