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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Raggi (Idv): «Per chiudere il bilancio 2015 mancano 7 milioni di euro»

Il consigliere dell’Italia dei Valori Samuele Raggi: «Mai prima d’ora la città aveva dovuto far fronte a una riduzione di risorse del genere. Vediamo quale parte del welfare si può tagliare»

«Non è vero, come si dice, - spiega in una nota Samuele Raggi dell'Italia dei Valori - che congelando i rincari delle imposte sulla casa per il 2015 il governo mette in difficoltà gli enti locali. Anzi, semplifica loro le cose. Paradossalmente risolve l'alternativa che i Comuni avevano davanti: aumentare le tasse o tagliare i servizi. Oggi resta la seconda possibilità e occorre dirlo con chiarezza ai cittadini. Infatti secondo gli ultimi emendamenti alla legge di stabilità, l'aliquota Tasi per l’anno prossimo dovrà rimanere identica a quella pagata dai contribuenti nel 2014, con la differenza che non pare prevista l'addizionale dello 0,8 per introdurre detrazioni. Lo stop agli aumenti  toglie agli enti locali la possibilità di ritoccare le aliquote con legittima soddisfazione dei proprietari di case.

Ma per chiudere il bilancio del 2015 alla giunta comunale mancano circa 7 milioni di euro, quasi il 7% dell’intero bilancio. Mai, prima d'ora, la città aveva dovuto far fronte a una riduzione di risorse così consistente, imputabile in primo luogo al taglio dei trasferimenti dallo Stato. Ora la partita si sposta in Parlamento, che dovrà approvare la legge di stabilità entro fine anno. Comprensibile l'obiettivo del governo Renzi, con la crisi che continua a erodere i redditi delle famiglie, di evitare altri aumenti delle imposte sugli immobili e comunque fare in modo che, se si tratta di chiedere sacrifici, siano i sindaci a metterci la faccia.

Così, però, le finanze dei Comuni rischiano di finire nel caos. Tolti gli immobili, come farà la giunta a far quadrare i conti dell’anno prossimo? Dove troverà i soldi? Perché è vero – come dice l'ANCI – che “non si può continuare a scaricare sui Comuni il compito di riequilibrare i conti dello Stato”, ma intanto sono loro a dover pensare dove trovare le risorse.

La città è in attesa di sapere cosa abbia escogitato l'Unità di crisi appositamente costituita anche se è lecito dubitare che sia possibile recuperare 7 milioni di euro tra le famose pieghe del bilancio. Il tempo stringe se lo si vuole approvare in un tempo utile a contenere l'esercizio provvisorio mentre altri spazi di manovra non sembrano esservi. Aumentare l'addizionale IRPEF o le tariffe dei servizi? Dalle seconde non si otterrebbe un gran gettito.

Visto che le tasse sono quasi al massimo e il governo non consente di aumentarle, a meno che non si intenda intraprendere il percorso dei licenziamenti di personale (salvo poi dover assumere quello in uscita dalla Provincia), la strada è una sola: decidere dove e quanto tagliare dal welfare comunale allargato.  In attesa che prenda avvio la Commissione che il Consiglio comunale si era impegnato ad istituire  varrebbe la pena avviare un dibattito pubblico che coinvolga anche le parti sociali e i portatori di interesse per evitare, se possibile, che ancora una volta la mannaia debba cascare inesorabilmente sul capo dei più deboli, di chi ha meno».

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