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Rancan e Stragliati: «Evitare chiusura notturna del pronto soccorso di Fiorenzuola e Castelsangiovanni»

I due ricordano che dal 4 novembre verranno rimodulati gli orari del Pronto soccorso dei due paesi: rimarranno aperti per tutto l’orario diurno, mentre di notte sarà attivo solo il Pronto soccorso di Piacenza

«Scongiurare la chiusura dei Pronto soccorso di Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni (Piacenza) nelle ore notturne, tutelando concretamente la sicurezza dei cittadini e il loro diritto alla salute, evitando così di lasciare totalmente scoperti interi territori». Lo chiedono, con una interrogazione rivolta alla Giunta Bonaccini, i consiglieri regionali Matteo Rancan, capogruppo, e Valentina Stragliati ricordando che dal 4 novembre verranno rimodulati gli orari del Pronto soccorso degli Ospedali di Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni (Piacenza): rimarranno aperti per tutto l’orario diurno, mentre di notte sarà attivo solo il Pronto soccorso di Piacenza. 

Secondo Rancan e Stragliati «la stessa Asl di Piacenza dichiara che la decisione è stata presa in conseguenza ai risultati del monitoraggio della pandemia da Coronavirus che l’Azienda Usl di Piacenza compie quotidianamente» mentre «le ricerche sul comportamento dell’infezione mostrano che il numero dei ricoveri è proporzionale al numero dei positivi e l’innalzamento della curva dei ricoverati segue con alcuni giorni di ritardo quella dei positivi. Ma se è vero – accusano Rancan e Stragliati – che si prevede un forte aumento di richieste di presa in carico per chiamate notturne sul Pronto soccorso di Piacenza, vengono così smentite le dichiarazioni del direttore generale secondo cui “La sicurezza di chi si rivolge alle nostre strutture è la nostra linea guida"».

«In questo modo –spiegano i leghisti Rancan e Stragliati - non si pensa alla sicurezza dei cittadini quando si decide, come in questo caso, di lasciare scoperti territori vasti come l’intera Val d’Arda e la Val Tidone. Il Pronto soccorso di Castel San Giovanni, ad esempio, è un punto di riferimento per un’utenza di circa trentamila abitanti; costringere gli abitanti della Val Tidone a rivolgersi al Pronto soccorso di Piacenza, per di più nelle ore notturne, vuol dire mettere in pericolo diversi cittadini che vivono in centri abitati anche distanti cinquanta chilometri dal capoluogo di provincia. La stessa situazione si ripete per gli abitanti della Val d’Arda, territorio vasto e caratterizzato anche da zone collinari impervie con centri che distano decine di chilometri da Piacenza». La decisione dell’Ausl, concludono Rancan e Stragliati – pare contraddire il fatto che «i mesi passati ci hanno insegnato quanto siano importanti i servizi sanitari nelle aree periferiche e della medicina territoriale. Chiudere nelle ore notturne, sperando che questo non sia il primo passo prima della chiusura totale degli stessi pronto soccorso anche durante l’orario diurno, significa depotenziare il territorio, mettere in pericolo la vita di tanti cittadini e rischiare nuovamente di sovraccaricare l’Ospedale di Piacenza».

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