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Rancan: «Ecco l’eredità di Bonaccini, a Piacenza il 40% dei fondi va a stranieri»

Matteo Rancan

«Per il Pd del governatore uscente, Stefano Bonaccini, vengono prima gli stranieri: è quanto accade a Piacenza per quanto riguarda la distribuzione dei fondi stanziati dalla Regione per il Reddito di solidarietà, nato con l'intento consacrato di rappresentare un contributo economico per persone e famiglie in gravi difficoltà economiche, a partire dagli anziani, e che, invece, si è rivelato l'ennesima mancia a vantaggio degli stranieri. Gli importi stanziati dalla Regione, infatti, parlano chiaro e non lasciano ombra di dubbi: a Piacenza alle richieste di contributo arrivate da nuclei famigliari (per lo più numerosi, dai 3 componenti in su) stranieri, che rappresentano il 12% dei residenti della provincia è andato ben il 40,10% dei fondi». La denuncia arriva dal consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan, che snocciola i dati che la Giunta di viale Aldo Moro gli ha fornito a seguito di una sua richiesta di accesso agli atti.

«La somma degli importi disposti dalla Regione a titolo di Reddito di solidarietà ammonta a 24 milioni 286 mila 952 euro: di questi ben 9milioni 642,004 mila euro sono finiti nelle tasche degli stranieri i quali, nella nostra Regione rappresentano il 12% del totale dei residenti. A Piacenza del milione e 171.477 euro, complessivamente stanziato, ben 469.723 euro sono andati ai nuclei famigliari stranieri», sottolinea il leghista. «Il reddito di solidarietà viene erogato nel seguente modo: ai nuclei unipersonali spettano 80 euro al mese, alle famiglie composte da due persone 160 euro al mese, a quelle con tre persone 240 euro, a quelle con 4 persone 320 euro e ai nuclei formati da più di 5 persone vanno invece 400 euro al mese. Una ripartizione che, ovviamente, premia i nuclei più numerosi e proprio per questo la bilancia delle erogazioni è sbilanciata a favore dei cittadini stranieri, che solitamente hanno famiglie più numerose di quelle italiane», spiega Rancan.

«Siamo di fronte all'ennesima conferma che in questa regione a guida Pd gli stranieri vengono prima degli italiani. Il Partito democratico è allo sbando e ne è consapevole. Dal modo in cui è stato formulato il Reddito di solidarietà, alla luce dei criteri della ripartizione dei fondi, si evince chiaramente che la finalità ultima di questo strumento era quello di elargire mance agli stranieri, una sorta di rincorsa al voto simile, per certi versi, a quella fatta dai 5 Stelle con la promessa del Reddito di cittadinanza. Ma strutturato in questo modo il Reddito di solidarietà non ha sortito effetti benefici per la comunità emiliano-romagnola: i 29 milioni di euro stanziati dalla Regione per sostenere il Reddito di solidarietà dovevano invece, come abbiamo sostenuto in aula, essere destinati in misure atte a rilanciare il mondo del lavoro che vede ancora troppi giovani ai margini, e la nostra economia ancora affossata da una crisi sistemica che l'ex Governo Pd non ha saputo gestire e dalla quale non siamo ancora usciti, nonostante lo abbiano fatto tutti gli altri Paesi europei», conclude l'esponente del Carroccio.

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