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(Foto repertorio)

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Rancan (Ln): «Soccorso alpino in Emilia Romagna, via alla legge per valorizzarlo e potenziarlo»

Il consigliere regionale della Lega Nord, Matteo Rancan, promotore di un progetto di legge regionale che intende dare il giusto riconoscimento al Corpo dei volontari «principale organo di soccorso in ambito alpinistico, escursionistico e dello sport in montagna». «Confidiamo nella buona ragione e nel buon senso della Maggioranza per l'approvazione di questa normativa»

Soccorso alpino: è iniziato in Commissione “Politiche per la salute” l'iter di discussione della legge che punta a valorizzare il Soccorso Alpino dell’Emilia Romagna.

«Una Legge che, finalmente, riconosca come il Soccorso Alpino sia il principale Corpo volontario di soccorso in ambito alpinistico, escursionistico, dello sport in montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra forma di attività connessa all'ambiente montano» spiega il consigliere regionale della Lega Nord, Matteo Rancan, promotore del progetto di legge.

«Ad oggi, infatti il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, è normato solo dalla Legge nazionale 74/2001 pertanto è necessario che venga disciplinato quanto prima anche a livello regionale in quanto la normativa nazionale delega ai vari enti regionali la displina, le prerogative e l'organizzazione sul territorio del Corpo» spiega il consigliere leghista.

Il Soccorso Alpino dell'Emilia-Romagna è strutturato come onlus, pertanto i suoi operatori sono, per lo più, volontari, benché altamente qualificati e vantano un altissimo grado di professionalità certificato da scuole nazionali. Nella nostra regione il Saer (Soccorso Alpino ER) opera da oltre 20 anni nel contesto dei soccorsi sanitari e non sanitari in montagna attraverso 410 tecnici dislocati sui vari territori.

«Da qui la necessità – sottolinea Rancan – di una legge regionale che, prima di tutto, riconosca il Corpo anche a livello locale, e poi che lo valorizzi e lo potenzi».

All'interno dei 9 articoli del progetto di legge leghista, infatti, è prevista l'implementazione degli strumenti tecnologici di cui dotare gli operatori, un sensibile aumento dello stanziamento di fondi regionali in favore del Corpo e anche la fissazione di talune prestazioni di carattere non sanitario a pagamento.

«Confidiamo nella buona ragione e nel buon senso della maggioranza per favorire l’approvazione di una normativa che, nel nord Italia, manca solo alla nostra regione: ossia il riconoscimento del Saer quale corpo di intervento principale per le emergenze in ambiente ostile. La nostra apertura al dialogo per l'approvazione di questa legge sarà, come sempre, massima e collaborativa», conclude l'esponente del Carroccio.

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