Razzismo, i Liberali: «Per favore non facciamola più grossa di quel che è»

L’intervento dell’associazione dei Liberali Piacentini “Luigi Einaudi” sul caso "Bagnolese-Agazzanese" di domenica scorsa

«Non facciamola più grossa di quel che è…». È l’appello che l’Associazione dei liberali piacentini rivolge alla stampa locale, «a fronte di titoloni che non paiono proprio proporzionati ai fatti». «Il riferimento – si legge nell’intervento - è ad un “incidente” capitato durante una partita di calcio nostrana (in realtà il fatto è avvenuto a Bagnolo in Piano, nel territorio reggiano, ndr) allorché si sarebbe gridato ad un giocatore “negro di m…». «Giudicare questa ““offesa” (perché questo è, sicuramente) come un episodio di razzismo, è incongruente, e ferisce i piacentini, facendo finire impropriamente la nostra terra anche alla tv, nonostante la tradizionale compostezza della nostra gente caratterizzata – sempre e comunque – da un grande senso di legalità, come anche le massime autorità della nostra provincia riconoscono» (ma l’episodio in questione non è avvenuto nel piacentino, bensì nel reggiano, ndr).

La nota dei liberali piacentini così prosegue: «Ci facciamo noi portatori di questi sentimenti, a fronte di autorità che – forse in attesa di una fotografia sul giornale – non lo fanno, anche se avrebbero avuto l’obbligo, quantomeno morale, di farlo». La nota liberale sottolinea ancora: «Comprendiamo che i giornali, specie di carta, abbiano necessità in questo momento storico di incrementare le vendite, ma c’è un limite a tutto: ed è quello di non offendere i piacentini in genere per una frase di qualche ragazzo screanzato (certamente), per lo stesso frasario che usa. Ma di qui al razzismo, ce ne passa. Se quel che dice la tifoseria, fosse da prendere alla lettera, come una frase scritta o pensata lungamente, cosa dovrebbero dire gli arbitri, ai quali si dà impunemente del ladro e peggio? È una questione risolta da tempo, decine d’anni fa: gli epiteti sui campi da gioco non fanno testo, non sono perseguibili, tantomeno devono essere enfatizzati. Lasciamo il giudizio alla giustizia sportiva ed alle sue regole (diverse), senza assurde intrusioni. E poi, cosa dovremmo dire, allora, degli epiteti rivolti alla leader di Fratelli d’Italia su gruppo Facebook delle Sardine (leggasi, sostanzialmente, Pdi, anche se non si svelano e non fanno noti i nomi degli aderenti): “pazza”, “bestia”, “demente”, “sgorbia”, “feccia”. Ma sui giornali in orbita piddina, su questo, niente!».

CUGINI (PD): «I LIBERALI FANNO LE CAPRIOLE PER SMINUIRE IL FATTO»

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«Chiunque prenda a male parole – risponde ai Liberali Piacentini il capogruppo del Partito Democratico Stefano Cugini - una persona solo perché ha idee diverse è un idiota. Chi insulta un altro essere umano per il colore diverso della pelle è un idiota razzista. Essere idiota è grave. Essere idiota razzista lo è ancora di più. Ecco, basta questo per fotografare la realtà. Che i Liberali piacentini facciano le capriole per sminuire epiteti razzisti rivolti a un giovane calciatore di colore, provando a difendere i piacentini senza accorgersi che il fatto è avvenuto in trasferta, solo per dare una lisciata di pelo a Giorgia Meloni e attaccare i giovani del movimento delle sardine fa tristezza. Lo stridore delle unghie sugli specchi è insopportabile. Poi, per carità, ognuno è libero (o liberale) di far le figure che vuole».

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