«Realizzare l’ospedale alla Pertite porterà ad avere in quell’area anche il parco»

Un neonato comitato di cittadini ritiene l’ipotesi dell’ex Pertite ideale per ospitare il nuovo nosocomio, senza precludere la possibilità di avere un parco pubblico

L'ipotesi del nuovo ospedale alla Pertite: ecco come potrebbe essere

Un neonato comitato di cittadini di Piacenza si batte per realizzare alla Pertite il nuovo ospedale promesso dalla Regione Emilia-Romagna.  Il comitato – che ha assunto il nome di “Comitato Provinciale per il nuovo ospedale” - che vuole essere il più possibile trasversale ai vari schieramenti politici, si è dato l’obiettivo di dare risposte motivate ai quesiti sul nuovo ospedale. «Da incontri iniziati oltre un anno fa con il personale del nostro nosocomio – spiega il comitato in una nota - emerge chiara l’esigenza di un nuovo ospedale, l’attuale fu progettato ancora negli anni ’70 e terminato con grande ritardo agli inizi degli anni ’90. Gli importanti lavori di ristrutturazione eseguiti a tutt’oggi consentono, a costo di elevati esborsi, di mantenere tutt’ora un livello qualitativo soddisfacente. Ma oltre a ciò difficilmente si potrà andare e quindi se entro pochi anni non verranno trovate soluzioni alternative (e cioè il nuovo ospedale) alcune situazioni di alta tecnologia e specializzazione ora presenti dovranno necessariamente lasciare Piacenza con perdita di professionisti e professionalità».

«Anche se il comitato provinciale per l’ospedale nuovo – spiegano i proponenti - ha la sua priorità indiscussa nel promuovere la realizzazione del nuovo nosocomio, coltiva anche la volontà di agganciare questa opportunità, per la nostra terra, al sogno di realizzare finalmente in contemporanea il parco alla Pertite. Nessuno infatti dimentica che il referendum relativo al destino di tale parco risale al 2011 e oggi siamo già nel 2018, i bambini del 2011 sono ormai grandi e noi vorremmo che, se non proprio i bambini di oggi, almeno quelli di un futuro prossimo possano godere di questo grande parco insieme a nonni e genitori. La realizzazione dell’ospedale nuovo in questa sede è una occasione unica per riuscire a sbloccare in contemporanea i lavori di bonifica e recupero del parco stesso a cui noi aneliamo non meno di chi votò allora per esso. Non è un caso che per il comitato per l’ospedale nuovo oggi simpatizzano diversi cittadini che allora espressero quel voto a favore del parco alla Pertite, e questa non è una contraddizione: infatti per tanti concittadini la realizzazione del polo sanitario in quella locazione consentirà di passare dai sogni alla realtà di un parco realizzato e non solo sognato. Tanto più che la realizzazione dell’ospedale nuovo non prevede consumo di bosco, infatti l’area attualmente occupata da strade, piste, aree cortilizie ed edifici è di 114.000 metri quadrati (di queste gli edifici coprono un’area di 45000 mq) ed è su questa area che andrebbero ad insistere costruzioni, viabilità e parcheggi del nuovo ospedale.  Gli attuali 160.000 metri quadrati a bosco non verrebbero toccati, anzi verrebbero molto più che mantenuti: cioè bonificati e resi fruibili per i cittadini con la cura del verde necessaria affinché un bosco di pianura possa essere curato e cresciuto, non come ora che essendo abbandonato a se stesso rischia la morte (edera, rovi, sottobosco non curato, ecc.).

In questo ragionare come può facilmente vedersi l’unica lobby che agita e muove il Comitato per l’Ospedale nuovo è la lobby del pensiero, del ragionare insieme per trovare soluzioni pratiche a grandi problematiche. Il segno che questo Comitato ha è quello di voler dare un contributo fattivo e costruttivo per tutti senza distinzione di parte e nella composizione dei suoi promotori e del tavolo tecnico scientifico emerge chiaro questo spirito».

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Fanno parte del comitato Pino Gaidolfi (vicepresidente Piacenza Baseball), Giuseppe Soda (docente alla Bocconi di Milano), Marco Elefanti (direttore generale Policlinico Gemelli Roma), Stefano Consonni (docente Politecnico Milano), Loredano Castagnola (ex presidente Lyons Rugby), Roberto Rebessi (amministratore “Asp Collegio Morigi”), Paolo Veneziani (avvocato e docente Università di Parma), Enzo Panizzi (industriale) , Roberto Migli, l’avvocato Emanuela Bisi, l’insegnante Anna Bellotto, Danilo Minoia. È stato anche individuato un tavolo tecnico-scientifico: ne fanno parte la dottoressa Daniela Aschieri, il dottor Giacomo Biasucci, la dottoressa Mara Negrati, la dottoressa Simonetta Radici, l’architetto Alfredo Raimondi, l’ingegner Enrico Molaschi, l’ingegner Stefano Capra, l’architetto Roberto Colla, il geometra Daniele Davico, il dottor Franco Pugliese, l’architetto Paolo Rapaccioli, la dottoressa Giovanna Ratti, la dottoressa Alessandra Riva, il dottor Francesco Romeo, la dottoressa Angela Rossi, il dottor Agostino Rossi, la dottoressa Eleonora Savi, Loredana Scalambra, il dottor Daniele Vallisa, l’ingegner Marco Zaninoni.

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