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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Reddito di solidarietà, Tagliaferri (Fd’I): «Rimane uno spot buonista»

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giancarlo Tagliaferri non condivide il ritocco al reddito di solidarietà approvato dalla Regione Emilia-Romagna

“Una Giunta Bonaccini confusa che legifera nuovamente in materia di ‘povertà’, sconfessando di fatto la legge approvata meno di due anni fa, ma conservando di fatto l’obiettivo prioritario di prevedere misure a favore prioritariamente di residenti extracomunitari in situazioni di disagio. Ma c’è di più: a definire l’ammontare del rinnovato RES (Reddito di solidarietà) non sarà la norma stessa ma l’amministrazione regionale con propri atti successivi, aumentando così a dismisura i margini di discrezionalità dell’esecutivo. Insomma, anche il nuovo testo, come la precedente legge 24/2016, ci trova profondamente insoddisfatti”.

Un “no” motivato quello di Giancarlo Tagliaferri, presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia, su un testo rimaneggiato rispetto alla precedente legge che “allargava i cordoni della borsa non tanto verso gli ‘ultimi’ che in Italia detengono il diritto ad essere aiutati, ma soprattutto verso gli ‘ultimi arrivati’. Insomma, il solito ‘spot’ buonista, confermato dai dati contenuti nel ‘Sesto rapporto annuale ‘I migranti nel mercato del lavoro in Italia’, pubblicato a cura della direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, che nel luglio 2016 ha tracciato un quadro delle povertà sia in campo nazionale che regionale evidenziando come in Emilia-Romagna l’incidenza percentuale delle famiglie senza alcun percettore di reddito e/o pensione sia del 12,5% per le famiglie composte di soli stranieri extracomunitari, contro un 4% delle famiglie composte di soli italiani, ancora più preoccupante è il dato se si pensa che in questo fatidico 4% rientrano anche i così detti ‘nuovi cittadini’.

Ma se il Res varato in Emilia-Romagna era di fatto rivolto per lo più a tutti i migranti indistintamente, al contrario il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) nazionale era rivolto alle famiglie in condizioni di particolare fragilità sociale e disagio economico, con gli extracomunitari ammessi solo se titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per asilo politico o per protezione sussidiaria. L’introduzione di una misura unica nazionale di contrasto alla povertà (REI) ha segnato il passaggio in campo nazionale da una misura transitoria ad una misura strutturale, di qui la necessità per la Regione di modificare il RES. I cambiamenti apportati tuttavia, pur finalizzati a individuare in modo più ragionato i beneficiari, non si distaccano di molto dall’obiettivo prioritario di esaudire principalmente le esigenze assistenziali dei residenti extracomunitari, e, grazie a tutte le deroghe previste, non solo con permesso Ue di lungo periodo, come sostenuto dalla Giunta”.

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