Fli: "A Piacenza per la privatizzazione dell'acqua solo disinformazione"

Futuro e Libertà: "Da mesi a Piacenza ha avuto inizio una campagna di disinformazione circa il testo della riforma: si fa parola di "privatizzazione dell'acqua" facendo ricorso ad un'evidente demagogia"

Futuro e Libertà si esprimono sull'imminente referendum e in particolare sulla 'privatizzazione dell'acqua': "Da mesi tiene banco un'agguerrita campagna di disinformazione in merito alla liberalizzazione del servizio idrico. Il culmine di questa campagna si è manifestato con la deposizione presso la Corte di Cassazione di 500 mila firme con le quali si è chiesto, ed ottenuto, un referendum abrogativo che avrà luogo i prossimi 12/13 giugno. Ancora una volta, purtroppo, in Italia si perde l'occasione per discutere, approfondire e conocere e si preferisce macchiare di antiberlusconismo una riforma che potrebbe avere un enorme potenziale e che trova risconti nelle principali democrazie europee guidate da veri governi di centrodestra. Va infatti anche detto che l'Italia del governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti non ha lo stesso coraggio dei governi Sarkozy in Francia e Merkel in Germania".

"DISINFORMAZIONE A PIACENZA" - "In ogni caso da mesi, anche in provincia di Piacenza, ha avuto inizio una campagna di disinformazione circa il testo della riforma: si fa parola di “privatizzazione dell'acqua” facendo ricorso ad un'evidente demagogia. Non vi è alcuna privatizzazione di un bene pubblico come l'acqua, semmai vi è la proposta di liberalizzare la fornitura del servizio locale, che è cosa ben diversa. Ma forse proprio sulla consapevolezza di questa differenza sostanziale e terminologica si fonda l'attività di tutti coloro i quali remano contro ad ogni tipo di riforma in questo paese. Il testo della riforma, infatti, ribadisce pedantemente che la proprietà del bene rimarrà pubblica ma che verranno riformate le modalità di affidamento del servizio. La finalità sottesa ad essa è quella di ridurre le diffuse sacche di inefficienza che caratterizzano un settore così fondamentale per la qualità della vita dei cittadini italiani: si pensi alle varie province afflitte da carenza d'offerta, problemi di depurazione, sprechi di prodotto, ecc".

"LIBERO MERCATO AUMENTA LA CONCORRENZA" - "Non si capisce perchè ciò che vale per ogni bene pubblico non possa valere per l'acqua: il mercato libero aumenterebbe la concorrenza e nel medio periodo potrebbe portare ad una sensibile e probabile riduzione dei costi della fornitura. Inoltre il decreto non impedisce che società a partecipazione pubblica possano partecipare alle gare per la fornitura dei servizi. Una delle principali accuse che gli avversari della riforma adducono è il basso costo offerto oggi dal sistema statalizzato; è pacifico che l'attuale tariffa sia bassa ma ciò è evidentemente dovuto a due fattori la cui presenza non può essere ignorata per ragioni di buona fede ed onestà intellettuale".

LA GESTIONE PUBBLICA - "La gestione pubblica della fornitura di servizi offre prezzi relativamente bassi grazie all'assenza di investimenti (con il progressivo aumento di sprechi e la costante diminuzione della qualità del servizio) e grazie al fatto che il differenziale viene coperto, trattandosi di denaro pubblico, facendo ricorso a Pantalone: alla fiscalità pubblica. Le basse tariffe offerte dall'attuale sistema si rivelano dunque un'illusione che nasconde una triste verità. Prevedendo la gara pubblica come criterio primario per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti, del trasporto locale e del servizio idrico, il decreto Ronchi ha avviato un percorso positivo verso il ridimensionamento del “capitalismo municipale” (auspicato anche da Gianfranco Fini nella famosa direzione nazionale del Pdl il 22 aprile 2010) e dei fenomeni deteriori che l’hanno accompagnato: le nomine partitiche nei CdA e le assunzioni clientelari, una gestione amministrativa poco orientata all’utente, gli scarsi investimenti nelle reti e negli impianti".

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"LA SOLUZIONE? GARE PUBBLICHE" - "Gare pubbliche aperte e trasparenti per l’affidamento della gestione, soggetto al controllo della giustizia amministrativa e contabile, sono la migliore garanzia possibile per gli utenti. Ci chiediamo quanti tra i proponenti abbiano letto il testo della legge Ronchi. Esso è un testo equilibrato di recepimento delle norme europee, che prevede la messa a gara tra pubblico e privato dei servizi pubblici locali, inclusi ovviamente quelli idrici, senza neppure escludere, peró, che la gestione resti appannaggio diretto dei Comuni. Tra l'altro nella legge vi e' una norma che, a scanso di ogni equivoco, specifica che l'acqua resta un bene demaniale. La vittoria dei sì porrebbe fine alla liberalizzazione di tutti i servizi pubblici locali, non solo di quelli idrici, ripristinando il monopolio statale e il festival delle nomine partitocratiche. Forse che qualcuno rimpiange la SIP e recrimina sulla concorrenza nella telefonia cellulare? Futuro e Libertà dà quindi come indicazione quella di votare no ai referendum sull’acqua. Ma in generale, a prescindere da come la si pensi sui vari quesiti, invitiamo tutti ad andare a votare per i referendum".

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