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Consiglio comunale. Acqua, Reggi: «Tariffe più salate per avere la qualità»

In consiglio comunale si è parlato di acqua. Il referendum di giugno ha infatti abrogato la remunerazione del capitale del 7% e il Comune deve ora decidere come proseguire con gli investimenti per la rete idrica. Tutto è cominciato con una mozione presentata da Bruno Galvani (Misto), che chiedeva al comune l'impegno ad adeguarsi alla volontà referendaria

In consiglio comunale si è parlato di acqua. Il referendum di giugno ha infatti abrogato la remunerazione del capitale del 7% e il Comune deve ora decidere come proseguire con gli investimenti per la rete idrica. Tutto è cominciato con una mozione presentata da Bruno Galvani (Misto), che chiedeva al comune l’impegno ad adeguarsi alla volontà referendaria.

Il sindaco Reggi ha difeso le politiche sull’acqua della sua giunta: “Siamo 13simi in Italia nella classifica sulle perdite della rete, e non è un caso, grazie agli investimenti e alla riduzione degli sprechi. Ricordo che la configurazione del territorio è delicata. Gli interventi si sono concentrati sulle zone montane”. E ha difeso anche l’aumento delle tariffe: “Necessario, ma restano le più basse della regione”.

Reggi ha concluso sottolineando che non possono essere messi in discussione gli investimenti di 15 milioni di euro già programmati: “Il risultato del referendum – ha spiegato – è chiaro, ma non c’è retroattività”. Il Pdl ha contestato la ricostruzione del sindaco. “Le tariffe sono aumentate – ha detto Marco Tassi – ma senza miglioramenti nel servizio”. E il suo collega di partito Carlo Mazzoni ha sollecitato Galvani a ritirare la mozione, per proporla poi successivamente a un intervento legislativo della Regione.

La Lega Nord invece, con Massimo Polledri, ha difeso la mozione: “Si incanala nel pieno rispetto del risultato referendario, che la regione non ha potestà di cambiare”. Al momento della votazione, la mozione è stata approvata con 19 voti a favore e 8 contrari, ma gli schemi delle coalizioni sono saltati. Hanno infatti votato a favore il Pd, la Lega, Rifondazione, PiacenzaComune, Edoardo Piazza (Pc con Reggi) e il gruppo misto. Si sono espressi contro l’Api, il Pdl, Piacenza Libera e Piacenza Tutta. Si è astenuto Roberto Colla (Pc con Reggi) mentre il collega di gruppo Marco Fumi e l’Udc non hanno partecipato al voto.

LA SODDISFAZIONE DI GALVANI - “Sono molto soddisfatto che la mozione sull’acqua sia stata approvata”. Così si esprime il consigliere del gruppo misto Bruno Galvani il giorno dopo il voto che “impegnerà il Sindaco e la Giunta del Comune di Piacenza a sollecitare, tramite tutte le forme consentite, l'ATO, al fine di ridurre le tariffe dell'acqua, eliminando la remunerazione del capitale investito permettendo ai cittadini di risparmiare il 7% nella bolletta dell'acqua”.

“Non era per niente scontato che i colleghi approvassero questo testo scritto insieme agli amici dell’Idv – continua Galvani - e il fatto che ben 18 consiglieri abbiano ritenuto di fare propria la storica decisione di ben 27 milioni di italiani che sono andati a votare al referendum sull’acqua dandoci una loro chiarissima indicazione è una cosa che fa molto bene e dimostra che una certa idea di democrazia, slegata dalla ormai dominante “logica affaristica” ben presente in tanti partiti ed anche in certe liste civiche, si può ancora affermare".

"Della minoranza, che soprattutto con l’astensione del Pdl, ha comunque perso un’altra occasione politica, mi sono piaciuti particolarmente Carlo Mazza che malgrado non condividesse in origine il quesito referendario ha sostenuto con convinzione la mozione per rispetto degli esiti della consultazione e di chi è andato a votare e Massimo Poliedri della Lega che con chiarezza ha sottolineato che la riduzione delle tariffe deve essere prevista perché ormai ci piaccia o no è una “legge dello stato”. Ora la “palla” passa al sindaco Reggi”.

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