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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Referendum cannabis legale, mancano i certificati elettorali di undici comuni piacentini

Non hanno ancora provveduto ad inoltrare i certificati elettorali dei cittadini firmatari della richiesta di referendum. Zanichelli (Cinque Stelle): «Se la documentazione mancante non viene fornita per tempo il deposito delle firme delle oltre 590mila sottoscrizioni e il referendum stesso sono a rischio»

Tra i circa 1400 Comuni italiani (elencati in questa lista: https://tinyurl.com/sa78u276) che non hanno ancora provveduto ad inoltrare i certificati elettorali dei cittadini firmatari della richiesta di referendum sulla cannabis legale (https://referendumcannabis.it/) promosso dall’Associazione Luca Coscioni e richiesti via PEC dal Comitato organizzatore, ci sono anche undici amministrazioni del Piacentino: Piacenza, Agazzano, Borgonovo Val Tidone, Calendasco, Ferriere, Gazzola, Lugagnano, Pontenure, Rivergaro, Sarmato e Vernasca. A loro nella giornata odierna ha inviato una lettera di sensibilizzazione e sollecitazione il deputato emiliano del M5S Davide Zanichelli, ricordando quanto sottolineano gli organizzatori, ovvero che «venerdì mattina, a fronte di 545.394 certificati digitali richiesti con 37.300 email certificate inviate ai Comuni sono rientrate 28.600 e-mail per un totale di circa 125.000 certificati, con la conseguenza che, se la documentazione mancante non viene fornita per tempo il deposito delle firme delle oltre 590mila sottoscrizioni e il referendum stesso sono a rischio».

«Ho invitato gli undici Comuni piacentini a trasmettere con la massima urgenza i certificati digitali richiesti - spiega Zanichelli - nel pieno rispetto del lavoro svolto dal Comitato promotore e di tutti i cittadini, che sono stati numerosissimi ad aderire a una petizione cui personalmente ho dato il mio appoggio, assieme ad altri, per regolamentare una materia importantissima ma che viene spesso trascurata. Indipendentemente dalla posizione di ciascuna amministrazione è un dovere dei Comuni rispondere entro 48 ore alla richiesta di invio dei certificati, che sono necessari per il deposito delle firme in Cassazione». «Ci rendiamo conto - precisa il deputato pentastellato - che non sempre questo termine può essere rispettato a pieno, però questo ritardo rischia di mettere in discussione la presentazione del referendum, in quanto il termine ultimo per tutti i necessari adempimenti burocratici resta purtroppo ancora il 30 settembre 2021. Ora tocca alle undici amministrazioni del nostro territorio fare la propria parte e ho fiducia che così sarà».

La lettera di Zanichelli segue di alcune ore una missiva analoga di Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’ANCI, che sottolineava rivolgendosi ai colleghi sindaci come «pur nella consapevolezza delle innumerevoli difficoltà di ordine pratico”, i Comuni debbano tutelare il diritto costituzionalmente tutelato e garantito della partecipazione democratica dei cittadini all'iniziativa legislativa».

 

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