Edilizia scolastica, Reggi: “Sì a pubblico e privato, no a Scuola Spa”

Intervenendo al convegno di Ance sul tema, nell'ambito di "Urbanpromo", Reggi ha rimarcato la necessità di razionalizzare gli spazi: "Come avviene per la rottamazione delle auto, vorremmo destinare a nuovi usi gli edifici obsoleti"

Un patrimonio edilizio, appartenente a Comuni e Province, di 42mila edifici, di cui il 55.6% antecedente al 1974 (data in cui sono entrate in vigore le norme antisismiche) e ben il 40% situato in zone a elevato rischio di terremoto. Sono 10mila le strutture che dovrebbero essere demolite, 14.700 quelle che richiedono manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza.

RIDUZIONE DELLE BOLLETTE - “Parte da questi dati – sottolinea il sindaco di Piacenza e vicepresidente Anci Roberto Reggi – la consapevolezza di quanto sia importante una complessiva riqualificazione. Sia per tutelare il diritto della collettività a scuole che non siano fonte di pericolo, sia per conseguire maggiore efficienza nei consumi. Gestire questo patrimonio immobiliare comporta, per Comuni e Province, una spesa corrente di 1.5 miliardi di euro annui per le bollette energetiche: riducendole, si otterrebbe un risparmio notevole”.

URBANPROMO - Intervenendo al convegno promosso da Ance sul tema, nell’ambito di “Urbanpromo”, Reggi ha rimarcato la necessità di razionalizzare gli spazi: “Come avviene per la rottamazione delle auto, vorremmo destinare a nuovi usi gli edifici obsoleti o in esubero, sostituendoli con strutture ecosostenibili e distribuite nelle aree in cui vi sia un’effettiva necessità. Per questo, i Comuni valutano con interesse forme innovative di gestione che, attraverso la partnership tra pubblico e privato, integrino la funzione scolastica con altri servizi, ad esempio aprendo le palestre, nelle ore serali, a tutti i cittadini”.

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NO ALLA SPA - “In un momento così delicato per le finanze degli enti locali, soffocate dal Patto di stabilità – ha spiegato il sindaco – gli interventi dei privati sono essenziali per supportare l’impegno delle Amministrazioni comunali, ma non devono sostituirsi ad esse. Il che, invece, è quanto previsto dal progetto governativo Scuola Spa, società per azioni cui verrebbe conferita la proprietà degli edifici, con le relative risorse per la manutenzione e messa in sicurezza. Troviamo aberrante – ha ribadito il vicepresidente Anci con delega alle Infrastrutture – la scelta di risolvere la questione dell’edilizia scolastica assegnando gli specifici finanziamenti del Cipe a una società a partecipazione mista, pubblica e privata, che comprenderà anche le fondazioni bancarie e a cui gli enti locali, lungi dal ridurre la loro spesa corrente, dovrebbero pagare un canone di locazione. Le motivazioni del Governo, riferite alla riduzione del debito pubblico e a una maggiore liquidità per i Comuni, non ci convincono: come sempre, a proposte razionali e ponderate si privilegiano risposte semplicistiche e inadeguate”.

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