Reggi "bacchetta" gli industrali: "Elitari". E lancia il bando salva-verde

Auguri a palazzo Mercanti. Reggi "bacchetta" industriali e Camera Commercio: "Allargate le decisioni". E lancia un bando per i cittadini volenterosi. Sul suo futuro a Roma non si sbilancia: "Non lo conosce Chiamparino, il miglior sindaco d'Italia... quindi... "

stalking_2Cosa fermerà, nella peggiore delle ipotesi, la sua corsa a Roma, il sindaco Reggi lo sa già: "Prima riuscivo a domare il mio carattere, ora non più. Non riesco a tacere sulle cose che mi stanno a cuore. E questo, a volte, crea conflitti evitabili". La schiettezza, innanzitutto. Al primo cittadino piacentino non manca. Che anche oggi, nei tradizionali auguri alla stampa, si è appalesata con forza. Obbiettivo delle frecciate: i forti poteri economici della città. Tradotto: Camera di Commercio e industriali.

"A PIACENZA SERVE NUOVA LINFA" - Reggi individua in loro una sorta di "immobilismo": "Non possono essere sempre quelle tre o quattro persone a prendere le decisioni. Si devono allargare, avere una visione più ampia, non esclusiva ma inclusiva. Piacenza ha bisogno di sviluppo, di industrie, non deve essere ferma. Stiamo pensando ad agevolazioni "ai limiti della legge" (testuale, ndr) per le imprese che abbiano voglia di insediarsi qui: ci stiamo invendando i primi tre anni senza Ici e tassa sui rifiuti. Ma non possiamo fare tutto questo da soli. Serve l'aiuto di tutti". Ed è così che palazzo Mercanti si preparerà a organizzare, a gennaio, un grande incontro con tutte le categorie economiche, per analizzare difficoltà e problematiche. "Trovo assurda - ribadisce -, per esempio, l'opposizione a Eataly. Bisogna cambiare registro".

GLI ERRORI DEL GOVERNO - Il lungo intervento di Reggi era iniziato - come, ormai, un karma - dai tagli del Governo agli enti locali. "Roma sta sbagliando a non tagliare a livello centrale, la vera fonte di spreco, ma sugli enti locali: sono lo sviluppo del territorio. Per il futuro scordatevi tutti gli interventi fatti finora; quando l'onda lunga delle opere programmate si fermerà, non avremo più nulla da presentare. Ci saranno meno appalti e di minore entità, e tutti ne soffriranno, a partire dalle imprese del territorio. Noi stiamo facendo la nostra parte, siamo passati da 900 dipendenti a 680, con un grande lavoro di razionalizzazione, ma non basta".

UN BANDO PER I CITTADINI. E NAPOLITANO A PIACENZA - Così lo scenario 2011 è tetro: "Manterremo nel sociale la stessa qualità di servizi precedenti, senza aggiungere nulla. Taglieremo su verde e manutenzione. Questa è stata la scelta". Così il primo cittadino chiede la mano dei cittadini. Insomma, di tutti: "Faremo un bando che chiederà una mano ai privati cittadini, magari per la manutenzione, per l'istruzione, per piccoli lavori. Tutti potranno dare il proprio contributo. Come cercheremo sponsorizzazioni per servizi che altrimenti non riusciremmo a garantire. Il prossimo anno ci sarà il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia: cercheremo di portare qui il presidente della Repubblica, e, come città Primogenita, giocheremo un ruolo da protagonisti".

LE OPERE "MUST" 2011 - Se l'opera del 2010 è stata il ponte di Po, Reggi individua in tre progetti il "must" del 2011: "L'hospice, il ponte di Trebbia - a cui abbiamo contribuito con oltre 5 milioni di euro -, e la riqualificazione di piazza Sant'Antonino, che darà nuova linfa e un implemento del turismo. Ma tutto, progettualmente, appartiene al passato. Di nuovo, con i tagli del Governo, potremo fare ben poco"."

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"NEL FUTURO... CHISSA'" - Infine un passaggio personale. Giorgio Lambri, di Libertà, gli chiede cosa, nel 2010, non rifarebbe: "Dovrei cercare di tenere più a bada il mio carattere. A volte dico troppo spesso quello che penso, creando conflitti inutili". E sul suo futuro? "Io sto bene a fare il sindaco fino alla fine del mandato. E il mestiere "politico" più bello, hai davvero la possibilità di lasciare un segno per la tua città, siamo persone privilegiate. Dopo, coi tempi e modi giusti, mi piacerebbe dare il mio contributi a livelli più alti; ma non ho tante aspettative... basti pensare che non sa del proprio futuro nemmeno Sergio Chiamparino, il miglior sindaco d'Italia, che ha fatto cose incredibili... quindi, aspetto senza crearmi false illusioni". E sorride. Tra lui e Roma c'è ancora un anno di fuoco.

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