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Regionali 2019, Stefano Bonaccini pronto a ricandidarsi

Il presidente della Regione esce allo scoperto a più di un anno di distanza dal voto: «Proverò a completare il buon lavoro avviato». Il Pd: «Bonaccini punto fermo da cui ripartire»

Stefano Bonaccini

«In tanti mi chiedono se mi ricandido. Certo, partendo da ciò che insieme si è fatto sono disponibile a proseguire per un secondo mandato, a provare a completare il buon lavoro avviato». L'ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in un'intervista all'edizione bolognese di Repubblica, a pochi giorni dalla storica sconfitta a Imola e in vista delle regionali del prossimo anno. Bonaccini chiarisce così il suo futuro in vista delle Elezioni Regionali dell’Emilia-Romagna, previste per l’autunno del 2019. Bonaccini non dovrebbe avere problemi a guidare il centrosinistra: rimane da capire, da qui al 2019, come sarà il centrosinistra e il Partito Democratico. Quanto al futuro del Pd, lo stesso Bonaccini, nell’intervista, spiega: «Va rifondato. Dobbiamo ritrovare la strada per parlare ai troppi elettori del Pd e del centrosinistra che si sono allontanati. Farlo con convinzione e umiltà».

Le dichiarazioni di Bonaccini trovano condivisione nel Partito Democratico emiliano-romagnolo. «La disponibilità del presidente Stefano Bonaccini – spiega il segretario regionale Paolo Calvano - alla ricandidatura in Regione è un'ottima notizia e offre un punto fermo da cui ripartire anche in Emilia-Romagna, come PD e come centrosinistra. Bonaccini è una figura che ha dimostrato in questi anni di saper aggregare il centrosinistra riuscendo, nel contempo, a parlare all'intera comunità regionale. Credo non ci sia sindaco che si sia sentito escluso dal dialogo e dal confronto con la Regione, a prescindere dal colore politico e questo rappresenta un valore aggiunto perché dimostra una capacità di governo in cui tanti possono sentirsi rappresentati. La scelta di mettere al centro l'autonomia emiliano-romagnola non in una logica egoistica anzi, con l'intento di rafforzare ancora di più l'Italia; gli investimenti per diffondere e qualificare il lavoro, decisi insieme a imprese e lavoratori e alle loro rappresentanze; il rilancio sulla sanità e sui pronto soccorso nell'ultima parte della legislatura; la decisione di puntare sulla competitività attraverso infrastrutture migliorate nella loro progettazione in questi ultimi anni, possono rappresentare i cardini per il fine legislatura e elementi su cui confrontarsi dentro il PD e insieme a tutte le forze politiche e civiche con cui condividere un nuovo progetto di governo, potendoci concentrare sulle idee e non sui nomi. Nei giorni scorsi ho espresso la necessità di convocare il prima possibile i congressi del Pd, per questo non posso che condividere le parole di Bonaccini rispetto all'urgenza di rilanciare l'azione del nostro partito, a tutti i livelli, attraverso congressi rigenerativi che mettano al centro come parole d'ordine il recupero dell'empatia intesa come capacità della politica di mettersi nei panni dei cittadini e di calarsi nei loro problemi, andando oltre atteggiamenti burocratici e mettendosi al servizio della comunità, ascoltandone le istanze e le preoccupazioni. Qualità che molti nostri amministratori hanno e su cui investire, con quello spirito unitario, quella compattezza e quella dialettica corretta e rispettosa che finora ha caratterizzato il PD dell'Emilia-Romagna e su cui continuare ad impegnarsi».

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