Regionali, Crippa (Lega): «Un assessorato per la montagna»

Crippa, vice segretario della Lega, in Valnure e Val Chero: «La sinistra ha dimenticato la montagna. Serve un assessorato ad hoc». Il deputato Maturi: «L’Alto Adige è rinato dopo che si sono costruite e ammodernate le strade»

Crippa e Maturi a Bettola con dirigenti e simpatizzanti leghisti

«La percezione è positiva come i segnali che arrivano da tanti comuni dell’Emilia Romagna, dove le persone chiedono la tessera elettorale per poter votare e far sentire la loro voce. Cosa che, invece, altri non possono fare perché a Roma c’è chi difende in modo strenuo la poltrona». Così Andrea Crippa, deputato e vice segretario della Lega che il 5 gennaio, con il collega di Bolzano, Filippo Maturi, è stato invitato per un tour elettorale in Val Nure e Val Chero. Crippa, accompagnato dalla deputata Elena Murelli e dai candidati Matteo Rancan, Lorella Cappucciati e Valentina Stragliati, ha visitato alcuni centri delle due vallate: Monte Ragola, Farini, Ferriere, Bettola e San Michele di Morfasso. 

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«Per la montagna - ha affermato Crippa - tre sono gli obiettivi. Infrastrutture, ospedali e pulizia dei torrenti sono fondamentali. Bonaccini, invece, ha dimenticato la montagna. In Regione serve un assessorato alla montagna, gestito da chi in montagna ci vive. L’attuale presidente è venuto soltanto quando doveva chiedere voti. Ho visitato una frazione dove tutti pagano le tasse, ma hanno l’ospedale più vicino a 50 chilometri. Diciamo no a cittadini di serie A e B». Sul piano politico, Crippa ritiene che «si tratti di una partita difficile. I sondaggi danno un testa a testa, ma ciò che risalta è che per la prima volta dopo decenni l’Emilia Romagna sia contendibile. Il 26 gennaio non sarà solo un voto, ma si deciderà se andare avanti, e risolvere i problemi, o tornare indietro con Bonaccini». Maturi, che in montagna ci vive, ha evidenziato che la rinascita della montagna passa dalle infrastrutture, come avvenuto in Alto Adige negli Anni 90: «Oggi è un giardino. Abbiamo creato una rete stradale rispettando l’ambiente. La viabilità porta la linfa vitale alla montagna. Molte strade da noi sono diritte perché sono state tagliate, sempre in modo sostenibile, alcune parti di montagna e non si è seguita la conformazione dei monti, eliminando così le curve».

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