Regionali, secondo i sondaggi al momento il centrodestra è avanti di poco

I quotidiani nazionali si dedicano alla lunga campagna emiliana. “Repubblica”: «Bonaccini più apprezzato rispetto a Borgonzoni». “La Stampa”: «Centrosinistra staccato di 5-7 punti percentuali». Rimane l’incognita dell’alleanza con i 5 Stelle

Per la prima volta il centrosinistra, in Emilia-Romagna, deve inseguire il centrodestra. Ben due quotidiani nazionali si sono chiesti chi potrebbe essere avanti, a tre mesi dal voto del prossimo 26 gennaio, alle Elezioni Regionali. Sicuramente, ma non ci volevano certo i sondaggisti, sono le Regionali emiliane più incerte e combattute dall’avvento delle Regioni. Stavolta il voto che interessa i cittadini che Stefano Bonaccini-29risiedono da Piacenza a Rimini ha anche un risvolto nazionale: è un test sul Governo giallorosso che coinvolge Pd, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e Italia Viva. Test più importante rispetto al voto dell’Umbria.

Nelle edicole del 5 novembre i quotidiani “La Repubblica” e “La Stampa” hanno provato a chiedersi chi possa essere in vantaggio tra le due agguerrite coalizioni. Si parte dal risultato delle Elezioni Europee: in quel caso il centrodestra ottenne il 44% contro il 39% delle forze politiche che stanno amministrando attualmente con Stefano Bonaccini. Secondo Fabio Martini de La Stampa, il Partito Democratico, nei giorni successivi al voto umbro, avrebbe sondato l’umore degli elettori. Secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano torinese, il centrodestra sarebbe avanti con un margine che andrebbe dal 5 al 7 per cento sulla coalizione di centrosinistra.

Silvia Bignami di Repubblica ha intervistato alcuni noti sondaggisti, che rimarcano come sia esiguo il vantaggio del centrodestra, molto più ridotto rispetto ai sondaggi sul voto in Umbria. Però, secondo altri sondaggi riservati, Bonaccini avrebbe una percentuale di apprezzamento da parte dell’elettorato del 48%, mentre la candidata della Lega Lucia Borgonzoni otterrebbe soltanto un 31%, quindi la partita sarebbe tutta da giocare fino all’ultimo giorno di campagna elettorale e fino Salvini e Borgonzoni-3all’ultimo voto.

Ricapitolando: centrodestra avanti, ma Bonaccini più riconosciuto e apprezzato di Borgonzoni. Ma ci sono altri fattori da prendere in considerazione, che i sondaggi faticano a misurare. A partire dall’effetto Salvini: si può immaginare un lungo tour elettorale, paese per paese, da parte del leader della Lega, molto efficace nel raccogliere consensi nelle elezioni locali in cui decide di metterci la faccia. Dall’altra parte, una discesa in campo di sindaci del territorio – due terzi hanno già dichiarato l’appoggio a Bonaccini -, tra cui molti civici non appartenenti al mondo del centrosinistra. Tra i civici, il nome più grosso è sicuramente quello del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che si spenderà per il governatore uscente. Come si spenderà nel Piacentino un politico sempre molto votato in Valtrebbia: il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali.

Manca ancora un tassello, non da poco: cosa farà il Movimento 5 Stelle, che ha di fronte tre possibilità. Candidarsi in antitesi a centrosinistra e centrodestra come nel 2014, allearsi con il centrosinistra di Bonaccini oppure – per dirla con le stesse parole de “La Stampa” - «optare per una desistenza», ovvero con una candidatura solitaria, ma soltanto di bandiera.

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