La Regione: «Diamoci un taglio con il consumo di suolo»

L'assessore regionale Donini in Provincia illustra la bozza della nuova legge urbanistica. La legge prevede il non superamento del 3 per cento di consumo di suolo fuori dal contesto urbano

Entro il primo semestre 2017 la nuova legge urbanistica.  L’assessore regionale Raffaele Donini ha presentato nella sala consiliare della Provincia di Piacenza i contenuti della bozza di legge agli amministratori locali e alle categorie economiche. Quattro i punti cardinali importanti secondo la Regione ben rappresentati nella legge: ambiente, legalità, semplificazione urbanistica, impulso e sviluppo economico . «Ci sono dati inconfutabili sul tema – ha spiegato Donini -. La nostra regione è una delle più alte in Italia nel consumo di suolo: abbiamo ben 2180 chilometri quadrati di urbanizzazione. Anche perché siamo una delle regioni più sviluppate d’Italia,  ci sono tanti servizi e attività produttive.  Davanti a noi, come consumo di suolo, abbiamo solo Lombardia e Veneto,  le due regioni che producono più Prodotto interno lordo in Italia insieme a noi».

«Non è però positivo che ci sia così tanta dispersione urbanistica: comporta una divaricazione di servizi che faticano a crescere. Facendo la somma delle potenzialità dobbiamo interrogarci.  Tutto il nostro complesso di società deve discutere sul giusto modello di sviluppo che vogliamo. Il crollo del mercato immobiliare inoltre parla chiaro: c’è un decremento di valore del patrimonio edilizio esistente, si è perso il 20 per cento di valore negli ultimi otto anni».

«Per questo – ha proseguito Donini - ci siamo dati degli obiettivi. La legge deve essere coerente con questi obiettivi e interpretarli.  Dobbiamo perciò ridurre le previsioni edilizie fuori dal contesto urbano.  Promuovere la riqualificazione urbana degli edifici per un nuovo modello di sviluppo.  Si chiude un’epoca ma non un mercato: il risparmio privato va indirizzato verso l’efficientamento energetico, la ristrutturazione in chiave antisismica degli edifici già esistenti. La legge deve valorizzare il patrimonio agricolo e sostenere chi fa impresa, pianificare in modo semplice e veloce, favorire la qualità dei progetti, affermare il principio di legalità e trasparenza». Raffaele Donini-7

«Ci siamo detti: diamoci un taglio sul consumo di suolo. La legge prevede che nascerà il nuovo piano urbanistico regionale.  La legge prevede il non superamento del 3 per cento di consumo di suolo fuori dal contesto urbano, il 3 per cento dei 2mila chilometri già urbanizzati in regione.  Si passerà da 250 chilometri a 70 chilometri di espansione». Ci saranno incentivi alla rigenerazione urbana per non espandere ulteriormente  i confini degli insediamenti. Non rientrano però nel 3 per cento le opere pubbliche e i parchi urbani «perché sono interesse di tutti», l’espansione del perimetro di aziende già esistenti e fabbricati strategici per l’interesse regionale. «Se un grande gruppo industriale – ha precisato l’assessore - si fa avanti, deve avere la possibilità di poter realizzare il progetto. Oltre a loro anche i fabbricati per le aziende agricole sono sempre fuori dal provvedimento».

Il progetto di legge compie infatti un considerevole taglio agli strumenti urbanistici di Regione, Città Metropolitana, Aree vaste e Comuni.  Nello specifico, la Regione si doterà di un nuovo Piano territoriale regionale, che conterrà al suo interno anche gli attuali piani paesistici e la parte infrastrutturale del Prit, la Città Metropolitana e le Aree vaste si doteranno di un Piano strategico Territoriale Metropolitano o d’Area Vasta,  mentre i Comuni, che avranno tre anni di tempo dall’approvazione delle nuove norme per avviarne i procedimenti di approvazione, di un PUG-Piano Urbanistico Generale (un unico strumento che andrà a sostituire gli attuali PSC e RUE) per stabilire la programmazione e pianificazione di tutto il loro territorio. I Pug saranno quindi attuati attraverso “Accordi operativi” (che sostituiranno POC e PUA) che definiranno gli interventi da realizzare.

Il progetto di legge prevede inoltre norme per promuovere e favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche dei Comuni attraverso concorsi di architettura e per aumentare la trasparenza dei progetti urbanistici, al fine di evitare infiltrazioni mafiose o corruttive. In questo caso, in particolare, si prevede l’impegno a recepire le disposizioni dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione e l’inserimento di informazioni antimafia per la validità degli accordi operativi, quale clausola di nullità del procedimento.

«La Regione – ha assicurato Donini – stanzierà 30 milioni di euro per i progetti di rigenerazione urbana nelle città emiliane entro nel 2020. Appena verrà approvata la legge potremo far uscire il bando per partire con i cantieri. Ma non ci siamo fermati qui.  Ci sono incentivi fiscali per la rigenerazione. Chi rigenera avrà un peso fiscale minore. Verranno predisposti anche incentivi sulla qualità del progetto. Oltre a procedure semplificate rispetto a chi va sceglie di espandersi».  Nella legge è previsto anche un giro di vite per quanto concerne l’adeguamento antisismico.  «Qualora in un edificio il 50 per cento dei proprietari ritengano necessaria una ristrutturazione per adeguare l immobile, sarà obbligatorio disporre i lavori». 

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