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Regione, ricalcolo vitalizi: risparmi per 500mila euro all’anno

Il progetto di legge approderà la prossima settimana in Assemblea legislativa per il voto finale

Ricalcolo dei vitalizi degli ex consiglieri con il sistema contributivo sul “modello Camera dei deputati” e superamento del divieto di cumulo. Via libera in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali all’iniziativa legislativa regionale sollecitata dalla legge nazionale di bilancio approvata a dicembre, coerente anche con l’intesa sottoscritta lo scorso aprile tra la Conferenza delle Regioni e il Governo. Il provvedimento approderà la prossima settimana in Assemblea legislativa per il voto finale. La norma, da previsioni, consentirà all’ente di risparmiare nel prossimo biennio circa un milione di euro. Va comunque evidenziato che in Emilia-Romagna l’assegno è stato abrogato nel 2013 (in seguito all’approvazione della legge regionale 13 del 2010).

Approvato, in commissione, un emendamento presentato dal relatore di maggioranza (Pd): per chi ha cumulato più trattamenti previdenziali, derivanti da diversi incarichi politici, l’assegno subirà una decurtazione maggiore rispetto a chi non ha cumuli. Approvati altri due emendamenti presentati dal relatore di minoranza (M5s): gli importi degli assegni vitalizi e degli assegni di reversibilità, come derivanti dalla rideterminazione, saranno soggetti a rivalutazione automatica annuale, come previsto dalla normativa nazionale per i trattamenti pensionistici rivolti alla generalità dei lavoratori, mentre per chi non ha ancora maturato il diritto al vitalizio per mancanza del requisito anagrafico, l’età per conseguirlo viene equiparata a quella prevista dalla normativa nazionale per i dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, prevedendo che per ogni anno di mandato oltre il quinto, l’età richiesta per il pensionamento sia diminuita di un anno fino al limite di cinque.

È stato accolto anche un quarto emendamento, sottoscritto da entrambi i relatori, per consentire al consigliere con richiesta di rinvio a giudizio di esercitare la facoltà di rinuncia dell’assegno alla fine del procedimento. Questa iniziativa legislativa assicurerà quindi la conformità all’intesa, sia sotto il profilo del rispetto del tetto complessivo di spesa per gli assegni in erogazione, sia disponendo che l’ammontare di ciascun assegno spettante, a seguito della rideterminazione, non possa comunque superare l’importo previsto a legislazione vigente senza tener conto delle riduzioni temporanee attualmente in essere.

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