Regolamento del verde, le minoranze: «Doveva essere esteso anche alle aree private»

Verrà vagliato dal Consiglio il regolamento comunale del verde urbano, che però non prende in considerazione le aree private

Il "Regolamento comunale del verde urbano in ambito pubblico" è stato approvato dalle commissioni e attende ora l’ok del Consiglio comunale per entrare in vigore. Composto da 11 articoli e 3 allegati tecnici, il regolamento risponde a uno specifico impegno assunto dalla Giunta Barbieri sin dalle linee programmatiche di mandato ed è frutto di un percorso partecipato con gli Ordini professionali, la Consulta Territorio Frazioni e Sviluppo e tutti i servizi dell’Ente. La necessità di avere un regolamento del verde pubblico è stata sottolineata dall’assessore Paolo Mancioppi. L’assessore ha rimarcato la disciplina sulle potature, gli interventi solo con operatori specializzati e la maggiore attenzione all’adattamento delle specie non autoctone. Il regolamento coinvolge tutte le aree verdi pubbliche e quelle date dal Comune in gestione. Sono previste sanzioni per chi trasgredisce (sanzioni comminate dalla Polizia locale) e un conteggio dei danni provocati agli alberi da una non corretta manutenzione».

LE MINORANZE: «MANCANO LE AREE PRIVATE»

«Peccato che sia rivolto solo al verde pubblico – ha evidenziato Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle - in altre città le regole valgono anche per le aree private. E gli uffici del verde del Comune, per come sono strutturati, fanno molta fatica». D’accordo con Dagnino anche Giulia Piroli (Pd). «Sotto casa ho un’area privata abbandonata, con il verde che invade gli spazi ed è non curato». «La proprietà privata è intoccabile – è il pensiero del grillino Andrea Pugni - ma il decoro urbano è importante per un comune e occorre farlo rispettare». «Oggi è una fumata bianca – ha lodato il regolamento Sergio Pecorara, capogruppo Forza Italia -, finalmente ci siamo dotati di un regolamento che aspettavamo da 25 anni». «Bene la collaborazione con l’ordine degli agronomi. Aspettiamo ora il bando del verde, con Piacenza divisa a metà. Fino ad oggi la gestione è stata un po’ troppo “alla buona”», è il commento di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). Polemico anche Massimo Trespidi. «Per noi di “Liberi” è un passo ancora insufficiente per risolvere i problemi del verde. È una scelta politica quella di non regolamentare il verde privato. Se si pensa il verde privato non rientri nell’interesse pubblico, si sbaglia. Altre città hanno scelto diversamente da Piacenza: Torino, Milano, Genova, Prato, Treviso, Padova, Rovigo, La Spezia, ecc. In Emilia Romagna Parma, Reggio, Bologna, Ferrara, Forlì e Rimini. Nella provincia di Piacenza Castelsangiovanni, Rivergaro e Rottofreno. Non volete disturbare i privati? È una visione miope e incomprensibile». Trespidi ha chiamato in causa anche la tempistica. «Il primo annuncio sul regolamento è del gennaio 2018. A maggio 2018 è stata consegnata una bozza all’assessore Mancioppi dall’ordine. Novembre 2018 il censimento degli alberi e le linee guida del verde. Il fatto che abbiamo aspettato tanto non significa che possiamo dire tutto e il contrario di tutto, ci è voluto un anno per ultimare una bozza. Una pagina ogni due settimane è stata scritta, in pratica, per i tempi impiegati».

«Vero, sono passate tante Amministrazioni – ha risposto l’assessore Mancioppi - ma solo ora arriva in fondo questo regolamento. È il miglior strumento che siamo riusciti a redigere. In questa fase il regolamento si rivolge ora al verde pubblico. Poi le aree private sono regolamentate dal Rue. E comunque questo regolamento inizia già a occuparsi dei privati, quantomeno delle aree di un certo pregio. Lo spirito è giusto, cioè avere un primo strumento di approccio al verde».

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