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Rendere il Trebbia sicuro, Zanardi: «Si faccia un tavolo di confronto»

Dopo le recenti tragedie, Zanardi: «Occorre immediatamente che gli amministratori locali si confrontino fattivamente al fine di giungere alla definizione di un progetto per la Trebbia che riesca a rispondere alle varie esigenze del territorio»

«La premessa è quasi scontata: il fiume Trebbia rende la valle in cui scorre uno dei paesaggi più suggestivi e incantevoli del Nord Italia. Chiunque abbia attraversato la Val Trebbia ha memoria delle magnifiche anse del letto del fiume, delle alte colline che la circondano, dell'aria pulita e fresca sollievo dall'afa cittadina (ahimè anche delle condizioni della statale a volte). Tuttavia, purtroppo, nell'ultimo periodo, i ricordi si stanno indirizzando verso episodi drammatici che devono portare ad una approfondita riflessione sul futuro del nostro grande fiume.  Nelle stagioni autunnali trascorse si sono sempre verificate fortissime alluvioni che hanno provocato danni ambientali e pregiudizi materiali, nonché disagi agli abitanti della zona; inoltre, nelle ultime settimane hanno perso la vita, facendo il bagno in Trebbia, due ragazzi». Scrive in una nota Gloria Zanardi consigliere provinciale e comunale ad Ottone. 

«Tragedie ed eventi infausti come questi non devono più accadere e occorre immediatamente che gli amministratori locali si confrontino fattivamente al fine di giungere alla definizione di un progetto per la Trebbia che riesca a rispondere alle varie esigenze del territorio: in primis, quella di mettere in sicurezza il fiume, anche attraverso l'installazione di infrastrutture di sorveglianza e presidi ad hoc – chiaramente compatibili con il contesto a livello estetico ed ambientale e, in secondo luogo, quella di valorizzare il magnifico paesaggio che la natura ci offre in questa valle.  Tra l'altro, tutte le azioni che permetteranno l'attuazione di questo piano strategico, una volta che verrà definito collaborativamente dagli enti locali, devono essere portate avanti con il coinvolgimento attivo degli abitanti della valle, i quali potrebbero avere la possibilità di trovare, in questo ambito, un'occupazione stabile sul territorio con il conseguente – si presume e ci si augura – arresto dello spopolamento di queste zone».

«Per queste ragioni ritengo - continua - fondamentale approntare, in tempi celeri, un tavolo di lavoro e di confronto sul fiume Trebbia a cui devono partecipare tutte le amministrazioni comunali dell'area, con il contributo dell'ente provinciale che, nonostante la privazione di funzioni che ha subito, può fungere da collettore e punto di riferimento e coordinamento nella prospettiva di definizione di un piano globale ed efficace».

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