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Renzi dalle colonne dell’Unità risponde a Luigi Capra di Vigolzone sulla riforma del Senato

L'ex consigliere comunale di Vigolzone scrive al suo segretario Matteo Renzi che gli risponde sul quotidiano del Pd

Prende carta e penna e scrive al segretario del Partito Democratico - nonché presidente del Consiglio - per far sapere il suo pensiero e chiedere alcuni chiarimenti: Renzi gli risponde. "Caro segretario - aveva scritto Luigi Capra al Presidente Renzi tramite la rubrica che il quotidiano l’Unità riserva al premier ogni settimana - sono iscritto al Partito Democratico del circolo di Vigolzone, comune nella provincia di Piacenza, sino dalla fondazione nel 2007.Condivido l’abolizione del bicameralismo perfetto, ancora in vigore, che prevede la fiducia al governo e l’approvazione delle leggi sia dal Senato che dalla Camera. La proposta di riforma del Senato segue alla trasformazione delle province in enti di secondo grado non elettivi. Intervenendo sulle regioni i risparmi sarebbero maggiori ed il rapporto eletti-elettori sarebbe più valorizzato in un ente più piccolo, come la provincia.

Un Senato composto dai presidenti delle provincie, sarebbe di 110 elementi, eletti in tutto il territorio nazionale e da tutta la popolazione, se i presidenti e i consigli provinciali dovrebbero tornare ad essere eletti direttamente dai cittadini. I presidenti delle provincie dovrebbero anche far parte delle giunte delle regioni, trasformate a loro volta in enti di secondo grado, coordinando così i programmi amministrativi di ‘area vasta’. Questa proposta rende possibile l’abolizione degli attuali 315 senatori, di 326 assessori e di 1041 consiglieri regionali, risparmiando, oltre alle indennità di carica, anche il costo delle strutture burocratico-amministrative regionali. Le regioni perderebbero il potere di legiferare, riducendo i troppi ‘lacci e lacciuoli’ per i cittadini. Per completare il progetto, si potrebbe ridurre il numero delle regioni, eliminando quelle più piccole ed  abrogando gli ‘statuti speciali’, che causano sprechi e disavanzi senza controllo".

"Caro Luigi – ha risposto Renzi  - non sei l’unico a pensarla così.E’ l’iniziale  proposta sul Senato partiva dai 110 comuni capoluogo.Ormai però il percorso parlamentare ha preso un’altra strada. Per me decisivo è abolire il bicameralismo paritario e semplificare le Regioni. Se portiamo a casa questa che è la madre di tutte le riforme, a quel punto avremo davvero svoltato".

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